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Nel 2016 le catastrofi ambientali hanno causato danni per 175 miliardi di dollari e oltre 8700 morti. Sempre nel 2016 è stato reso noto che la superficie terrestre ricoperta dai ghiacci era pari a 4,14 milioni di Km², il dato più basso mai registrato. Contemporaneamente l’OMS ha stimato che il 92% della popolazione mondiale respira aria inquinata, mentre un’indagine del CNR ha stabilito che il 21% del territorio italiano è a rischio desertificazione.

Visti i numeri verrebbe voglia di scappare, ma dove? Considerata la scarsità di possibili mete per terrestri in fuga dal lento declino del pianeta, forse la soluzione migliore è quella di iniziare a pensare un po’ di più a questa nostra povera Terra che, alle soglie dei cinque miliardi anni, comincia a soffrire di qualche acciacco. Il problema è che larga parte di questi malanni non è certo dovuta all’età, bensì alla presenza dell’uomo e al costante incremento dei suoi bisogni e degli sprechi a essi collegati, che generano danni gravissimi all’ambiente che ci circonda.

Per sensibilizzare la popolazione in merito ai rischi legati al peggioramento delle condizioni climatiche e ambientali sul nostro pianeta, nel 1970 è stata istituita la Giornata mondiale della Terra, promossa da una serie di associazioni riunite nel Network Earth Day. Nato come un’iniziativa statunitense, a distanza di quasi cinquant’anni e grazie al lavoro delle onlus e al supporto delle Nazioni Unite, l’Earth Day è arrivato a coinvolgere oltre 190 Paesi, impegnando 22.000 organizzazioni e vedendo la partecipazione di un miliardo di persone.

Fra gli obietti principali di questa giornata dedicata al nostro meraviglioso pianeta, vi sono quelli legati alla promozione di uno sviluppo sostenibile, che veda una collaborazione fra tutti gli attori del sistema socioeconomico e il conferimento di una maggiore centralità ai territori, in quanto microsistemi alla base della complessa struttura sociale, economica e ambientale di cui siamo parte integrante. Domani, 22 aprile, si rinnova l’appuntamenti con la Terra, con il suo bisogno di cure e con la necessità per i suoi abitanti di fare i conti con le loro responsabilità in termini di inquinamento e riscaldamento globale. Una delle iniziative più carine è Adopt the Planet, grazie alla quale la NASA permetterà a migliaia di persone di adottare uno degli oltre sessantaquattro mila punti del globo terraqueo a disposizione. Noi di Prima Pagina abbiamo adottato un puntino vicino al fiume Benue in Nigeria (9.36° N, 11.52° E).

Dal 2007, anche l’Italia ha un proprio comitato nazionale dedicato al coordinamento e all’organizzazione di tutti gli eventi collegati all’Earth Day. Tantissimi gli appuntamenti che da nord a sud della penisola animeranno questa quarantasettesima edizione della Giornata Mondiale della Terra. Fra i principali possiamo ricordare il Villaggio per la Terra al galoppatoio di Villa Borgese a Roma, ma anche l’Happy Earth Day di Napoli o i tanti eventi che si svolgeranno a Torino durante tutta la settimana.

Ormai la “corsa al green” sta diventando un vero e proprio imperativo categorico per tutte le grandi company. Basti pensare che gli stessi data center, uno dei simboli più forti dell’information technology, sono una fonte significativa di inquinamento atmosferico. Ne sa qualcosa Schneider Electric, che in Norvegia ha costruito due data center ecosostenibili in collaborazione con Green Mountain AS. Entrambe le strutture sono gestite e alimentate attraverso energie rinnovabili e dispongono di soluzioni eco-friendly anche per gli impianti di raffreddamento. Sul fronte consumer, AVM con i suoi router Fritz!Box offre alte prestazioni garantendo un’efficienza energetica fra le migliori del mercato. Anche nel campo dei repeater, la linea Fritz rappresenta un punto di riferimento sul piano dei consumi energetici.

Ma cosa possiamo fare noi, concretamente, nel quotidiano, per migliorare la condizione del nostro pianeta. Certamente, una riduzione dei consumi energetici, dei prodotti inquinanti e un minor spreco delle risorse ambientali sono i punti di partenza per garantire alla Terra un futuro lungo e prosperoso. Scegliere elettrodomestici con una classe energetica A+++, evitare di lasciare TV e decoder in standby o utilizzare materiali e soluzioni utili per l’efficientamento energetico rappresentano ormai dei comportamenti assolutamente irrinunciabili in un’ottica green e sostenibile. Il tutto senza dimenticare l’importanza della raccolta differenziata o la buona abitudine di chiudere l’acqua mentre ci si lava i denti. Sommati tutti insieme, questi piccoli gesti potrebbero permetterci di salvare la nostra bella Terra da un disastro che altrimenti diventerà inevitabile.

Del resto è inutile dare la colpa soltanto alle grandi multinazionali, agli stati, alle compagnie petrolifere e ai produttori di auto inquinanti. Il primo cambiamento deve venire da noi. In prima battuta sono le persone, i singoli individui e le comunità che possono cambiare il destino del pianeta. Del resto sulla nave spaziale chiamata Terra non ci sono passeggeri, ma siamo tutti parte dello stesso equipaggio.