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È inutile negarlo, ormai Snapchat è il re incontrastato dei social media e i suoi competitor non possono fare altro che inseguirlo, cercando di capire quali sono le peculiarità che hanno determinato questo straordinario successo.

I numeri sono di quelli che fanno tremare i polsi: a giugno i dati parlavano di circa 140 milioni di utenti al giorno (dato in crescita), il che farebbe supporre che mensilmente il numero delle persone che utilizzano il social media creato da Evan Spiegel e Bobby Murphy sia pari a oltre 200 milioni di unità. Se questi dati non dovessero ancora sorprendervi, forse risulterà più convincente sapere che giornalmente Twitter fa registrare in media 136 milioni di utenti attivi.

Come funziona il social più amato dai teenager e dalle star di tutto il mondo? Prendendo in prestito le parole del mitico Salvatore Aranzulla, Snapchat è “un’applicazione che permette di scambiarsi foto e brevi video (della durata massima di 10 secondi) che vengono cancellati automaticamente al termine della visualizzazione. L’app consente inoltre di chattare con i propri amici in tempo reale e di condividere album pubblici di foto e video accessibili da tutti i propri contatti per un periodo di 24 ore”.

Non solo, Snapchat permette all’utente di modificare il video o l’immagine attraverso una serie di filtri, sticker e didascalia le cui combinazioni risultano pressoché infinite. E poi ci sono le lenti, ovvero quegli effetti più o meno buffi che permettono di camuffare il proprio volto rendendolo talvolta irriconoscibile. Ma perché Snapchat è tanto amato soprattutto dai giovanissimi?

Come già detto i contenuti inviati tramite questa app scompaiono dopo la visualizzazione o entro ventiquattro ore dalla condivisione. Ciò spinge gli utenti a pubblicare di continuo, molto più frequentemente che sugli altri social media. Per dirla con le parole dello storyteller Cristiano Carriero, “su Snapchat se non pubblichi non esisti”. Altro punto forte dell’app californiana è il fatto che i contenuti sono più spontanei e meno ingessati rispetto a quelli pubblicati sugli altri social media. Vale a dire che non servono foto alla Steve McCurry o pensieri profondi come quelli di Pablo Neruda, ma bastano idee molto più basiche, accompagnate dalla voglia di mettersi in gioco, divertendosi con le infinite possibilità di personalizzazione offerte da Snapchat.

Mentre i giovani sono attratti da queste caratteristiche e le star hanno capito che per essere trendy non si può prescindere dal social del fantasmino, i creatori di Snapchat hanno deciso di introdurre banner pubblicitari e video fra gli “snap” dei nostri amici. Questo potrebbe essere la svolta per la società guidata dal CEO Evan Spiegel, che per il 2017 punta a ottenere ricavi per un miliardo di dollari. Visti i presupposti e gli obiettivi, non sorprende che, da un lato, i maggiori brand puntino a ottenere spazi pubblicitari sull’app più in voga del momento e che, dall’altro, gli altri social abbiano iniziato a rincorrere il fantasmino.

Ci ha provato Instagram, che ha introdotto “Stories”, una funzionalità molto simile a “Memories” di Snapchat, che permette di condividere i momenti salienti della propria giornata, creando una galleria di video e di immagini, un po’ come se fosse uno slideshow. È notizia di pochi giorni fa che anche Facebook sta testando una nuova funzionalità chiamata “My Day”, anch’essa assimilabile al social creato da Spiegel e Murphy. Del resto fallita la possibilità di comprare l’app, Zuckerberg deve aver pensato bene di correre ai ripari “ispirandosi liberamente” al nuovo re dei social media.

In questa rincorsa verso Snapchat, è da segnalare il pressoché totale immobilismo di Twitter che, nonostante abbia visto diminuire in modo significativo il numero degli utenti attivi, non sembra assolutamente intenzionato a inseguire il social più amato dai giovani e dalle celebrity.