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I video per promuovere un prodotto o qualsiasi forma di business costituiscono un investimento?

Molti professionisti del marketing se lo stanno chiedono, e sempre di più decidono di includerli nelle proprie strategie con lo scopo di intrattenere e interagire con il proprio target in maniera innovativa, complice il fatto che i video sono in grado di potenziare l’attività SEO su Google con un fattore 53x superiore, aumentando quindi le probabilità di apparire nella prima pagina delle ricerche.

Gli utenti stanno infatti “consumando” contenuti video ad una velocità crescente – non importa che si tratti di film o di filmati su YouTube, Facebook e Twitter o di brevissimi video su Vine, Instagram etc.

Le statistiche dicono infatti che negli ultimi 3 anni, negli USA, i video online hanno dominato il traffico internet, passando da una percentuale del 50% a una del 90%.

Il panorama sta cambiando volto altrettanto rapidamente: se fino a poco tempo il dominio sul versante del video era di YouTube, nel corso dell’ultimo anno, Facebook lo ha superato in termini di visualizzazioni video grazie a un incremento che, nel 50% dei casi, arriva dai dispositivi smartphone e tablet.

Inoltre Twitter e Vine hanno generato un forte engagement con gli utenti e i like e rewine dei video diffusi tramite Vine stanno registrando una crescita esponenziale. Vine è infatti tra le applicazioni piú scaricate sugli app store perché ritenuto dai consumatori il mezzo più adatto a trasmettere la social/visual experience in maniera diretta e veloce.

E, quindi, il video advertising per pubblicizzare aziende, prodotti e servizi si sta imponendo come uno degli strumenti più diffusi ed efficaci per catturare l’attenzione, in particolare di quelle fasce di utenti giovani o molto giovani, che orienta i propri consumi quasi esclusivamente grazie al web e ai social network.

Cosa significa tutto questo per il business?
Uno sguardo ai dati e alle ricerche potrebbe aiutare a comprendere meglio il fenomeno e a dare delle risposte:

  • Entro il 2016, il numero di utenti video dovrebbe attestarsi a 1.5 miliardi (Cisco).
  • Su scala mondiale, il traffico relativo ai video online dovrebbe essere pari al 55% di tutto il traffico Internet consumer (Cisco).
  • Il 52 % dei consumatori afferma che guardare video di prodotto li rende più fiduciosi quando si tratta di effettuare acquisti online. (Invodo).
  • Il Mobile video advertising su social media determina un engagement superiore del 36%. (Rhythm NewMedia).
  • Nel corso dei prossimi anni la produzione di video online rappresenterà oltre 1/3 di tutto l’advertising online. (Borrell Associates).
  • Il 92% di coloro che guardano un video online lo condivide con altri (Invodo).

Questi dati sono solo alcuni estrapolati da numerose ricerche. E se ancora vi state chiedendo perché aggiungere un video a una strategia marketing ecco qualche motivo in più:

  • E’ uno dei modi più veloci e semplici per far comprendere agli utenti le informazioni che si intendono trasmettere.
  • Non solo permette di entrare maggiormente in contatto con i consumatori aggiungendo contenuti in grado di “emozionarli”, “divertirli”, “interessarli” ma consente anche agli utenti di condividere una campagna con altre persone – e quindi di viralizzarla ulteriormente.
  • Favorendo la creazione di un senso di fiducia con l’azienda e di rafforzare la relazione con il brand
  • E’ un’opportunità per creare nuovo contenuto da postare sulle diverse piattaforme YouTube, Facebook, Twitter etc aumentandone il traffico.
  • 2 miliardi di visualizzazioni video alla settimana vengono monetizzati su YouTube.

In tutto questo non bisogna tralasciare un aspetto fondamentale: la qualità di un video è un fattore essenziale per il successo di una campagna di video marketing e gli utenti sono in grado di percepirla.