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Ancora nel 2016, il mondo dell’Information and Communication Technology, più di altri ambiti, sconta un gender gap assai significativo. I dati sono sconfortanti. Nel 2014, su cento addetti nel settore dell’ICT , solo venti erano donne, sintomo di un divario che ancora stenta a essere colmato, nonostante siano ormai moltissime le donne a ricoprire ruoli di primo piano nei campi legati alle cosiddette STEM (Science, Technology, Engeneering, Mathematics). Eppure nel nostro Paese il mondo dell’ICT sembra essere ancora ad appannaggio degli uomini. Questo è uno dei motivi per cui nel 2013 è nato, sulla base di un concept Microsoft, Nuvola Rosa, un progetto che oggi vede impegnate Accenture, ASUS, Avanade, Aviva e la stessa  Microsoft per cercare di riequilibrare il rapporto fra i generi anche nel mondo dei numeri, delle cellule e dei software.

E a fronte del grande impegno profuso dai suoi creatori, il progetto Nuvola Rosa si sta dimostrando un grande successo di pubblico e di risultati. Nonostante la sua anima accademica e formativa, l’iniziativa è rivolta alle ragazze fra i 17 e i 24 anni, quello cui ci troviamo di fronte è un vero e proprio ponte che collega il mondo “ideale” dell’education e quello più concreto e, ahimè, duro del lavoro. Giunta ormai alla sua quarta edizione, la “Nuvola” è divenuta itinerante e ha portato tutto il suo know how in tre importanti città del sud: Bari, Napoli e Cagliari. Sud e donne, due risorse troppo spesso dimenticate nel nostro Paese, ma che sono assolutamente necessarie per rilanciare in modo serio e significativo l’economia italiana.

Per questo 2016, Nuvola Rosa ha riunito grandi personaggi del settore ICT, esempi di come sia possibile portare l’Information Technology in campi diversi da quelli tradizionalmente interessati da queste tematiche, esperti di formazione, recruiter e HR specialist di molte aziende che cercano risorse con skill ben consolidate nell’ambito della tecnologia dell’informazione e della comunicazione. In un mondo sempre più permeato dall’ICT, è impensabile continuare a nascondere la testa sotto la sabbia facendo finta di vivere nell’età della pietra. E questo vale ancora di più per le ragazze, che ancora incomprensibilmente fanno più fatica dei loro colleghi a entrare nel mondo del lavoro e in particolare in quello dell’Information and Communication Technology.

E ASUS ha creduto fin da subito nel progetto Nuvola Rosa, decidendo di mettere la propria esperienza in materia di IT al servizio di questa iniziativa, supportata da noi di Prima Pagina. Per questa quarta edizione, il contributo della compagnia taiwanese si è concretizzato nella realizzazione di alcune docenze in materia di competenze digitali e brand reputation. Un impegno importante quello di ASUS e Prima Pagina, che entrambi portiamo avanti volentieri in quanto continuiamo a credere che l’ICT nella sua versione in rosa sia una grande risorsa che l’Italia deve coltivare, anche attraverso appuntamenti come Nuvola Rosa. Il fatto che stiamo andando verso la direzione giusta ce lo dimostrano le oltre 1.900 di ragazze che, anche in questa quarta edizione, hanno partecipato all’evento.

Anche quest’anno, le iniziative di Nuvola Rosa hanno dimostrato come, attraverso un lavoro di squadra, si possa mettere in piedi qualcosa di straordinariamente utile ed estremamente “sul pezzo”. Puntare sulle ragazze, in particolare su quelle che oggi studiano e lavorano al sud e che domani saranno il futuro del nostro Paese, è stata una sfida entusiasmante, ma che era assolutamente irrinunciabile giocare. Questo perché, come evidenziano i dati demografici e le indagini statistiche, il nostro futuro sarà sempre più “rosa” e tecnologico e dunque non possiamo permetterci che queste due caratteristiche divergano o ancor peggio si scontrino, ma al contrario dobbiamo far sì che siano parte integrante di un progetto più ampio di gender equality e di rilancio dell’economia “rosa” del nostro Paese.