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“Non esiste una magia come quella delle parole”. Questo sosteneva lo scrittore Anatole France, uno che di parole se ne intendeva parecchio. Esiste purtroppo un’altra faccia della medaglia, che ci insegna che il passare dalla magia all’incubo è facilissimo. Le parole spesso vengono usate in modo spregiudicato, con l’intento di danneggiare o ferire gli altri. O anche soltanto con l’intento di essere ironici. Una sola parola ha il potere di creare o di distruggere, a seconda del contesto, dell’uso che ne facciamo o della persona a cui è diretta. Scegliere il termine più giusto, quello più adatto non è così scontato, ma è assolutamente imprescindibile in un mondo in cui tutto passa attraverso le parole, che inondano la nostra vita attraverso i social media e il web.

Da comunicatori, spesso restiamo attoniti di fronte a titoli di giornale, tweet di personaggi politici o del mondo dello spettacolo, post che scorrono sulle nostre bacheche di Facebook che sembrano non tenere conto dell’importanza e del peso delle parole. La violenza verbale, in molti casi travestita da ironia, sembra essere diventata uno stile di comunicazione che molti adottano per acquisire visibilità, consenso, condivisione.

Noi pensiamo che sia necessario fermarsi e riflettere e per questo motivo ci piace il progetto “Parole O_stili”, che mira a mettere a confronto persone e professionisti che lavorano con le parole e per i quali lo stile del linguaggio è importante. Si tratta di un evento, che si svolgerà il 17 e 18 febbraio a Trieste e che sarà articolato in due differenti momenti: il primo giorno si terrà una sessione plenaria con oltre trecento partecipanti, alla quale interverrà il Presidente della Camera Laura Boldrini, mentre nella seconda giornata 9 panel affronteranno il tema delle parole da diverse angolazioni, soffermandosi sugli aspetti del linguaggio. Dal rapporto fra social media e scrittura al delicato tema della politica, senza dimenticare quanto siano importanti le parole nel settore del giornalismo e dei mass media. Questi saranno alcuni dei panel che andranno a comporre la seconda giornata alla quale interverranno anche grandi nomi della comunicazione come Enrico Mentana e Riccardo Luna, ma anche testate giovani e dinamiche come l’apprezzatissimo “Lercio”. Uno dei principali ambiti di dibattito sarà proprio quello dei social media, declinato attraverso la scrittura, i giovani e i bambini, i comunicatori del domani.

Nella sessione plenaria di Venerdì 17, sarà presentato il Manifesto della Comunicazione non-ostile, che è stato redatto raccogliendo i feedback di tutti i cittadini della rete. La sessione plenaria sarà trasmessa sul sito paroleostili.com e su Corriere TV. 

Ridare alle parole la loro vera dimensione, quella di strumento attraverso il quale le idee si trasmettono e il pensiero si fa concreto è l’obiettivo di questa iniziativa.

#paroleostili è una sfida coraggiosa che riguarda tutti noi: attraverso l’uso attento e consapevole delle parole si può fare della Rete un luogo migliore, si può condividere rispetto anziché astio, ci si può confrontare senza aggredire o denigrare. È, in fondo, una responsabilità che ciascuno di noi dovrebbe accettare.