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Ogni anno, il primo mese dell’anno è davvero il più bello. Tra un brindisi con le bollicine e messaggi di auguri a cascata, non vediamo l’ora di gettare allegramente alle spalle l’anno appena trascorso, facendoci cullare da quella straordinaria sensazione di leggerezza che solo l’idea di “un nuovo inizio” ci può regalare. Nel caso del 2014, poi, la voglia di archiviare tutto e fare tabula rasa è stata senz’altro assoluta.

Da molti definito come annus horribilis, il 2014 non è stato un anno facile. Anzi. La crisi, la crisi, la crisi. Senza contare la gravissima disoccupazione giovanile italiana, il calo dei consumi e quel sentimento di costante incertezza che ci ha attanagliato tutti.

Ma siamo sicuri che il 2014 sia stato solo questo?

Leggendo un articolo apparso su La Repubblica l’ultimo dell’anno dal titolo “ I Grandi (e a volte sconosciuti) fatti dell’innovazione italiana del 2014” ho dovuto ricredermi.

E così, scorrendo l’elenco dei fatti 2014, un moto di orgoglio per un paese bistrattato e indolente, che ama guardare sempre il bicchiere mezzo vuoto, mi ha scosso. Ad emergere è il quadro di una Italia che crede in un futuro che ha il volto della Cristoforetti in volo nello spazio e della Giannotti alla guida del Cern; ma anche quello degli ottomila Digital Champions che lavorano per l’Italia Digitale, e quello degli eccelsi studenti del Majorana di Brindisi. E non solo. Il 2014 è stato l’anno di Matera nominata capitale europea della cultura 2019, di Arduino che arriva al MOMA di New York e tanto altro.

L’elenco completo lo trovate qui.

E allora forse non è tutto perduto, mi sono detta. Un po’ di ottimismo in fondo ce lo meritiamo, mi sono detta. Sotto la coltre di una Italia disastrata che fa rumore, c’è un paese che non fa notizia ma che ha lavorato, zitto zitto, per costruire un futuro migliore. A cui diciamo grazie.

Ad maiora e buon 2015!