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Safer Internet Day

Che grande strumento che è la rete. Ordinare una pizza, leggere un giornale, ma anche controllare le pagelle dei nostri figli o prenotare una visita medica sono tutte azioni della quotidianità che ormai possiamo fare attraverso internet. E poi ci sono i social, quegli strumenti meravigliosi che ci permettono di stare in contatto con gli amici, anche se stanno dall’altra parte del mondo, o di farci gli affari di quelli che ci stanno un po’ antipatici, ma dei quali vogliamo scoprire tutte le magagne.

Eppure la rete è anche un posto che può nascondere una lunga serie di minacce che possono andare dalle bufale alle piccole e grandi truffe informatiche, senza dimenticare tutti i problemi connessi alla protezione del dati personali. Oggi poi sul web si corrono dei pericoli ben peggiori. Larga parte di quei comportamenti sconsiderati e beceri che in passato si consumavano nella vita di reale, per strada o a scuola si sono trasferiti on line, diventando in questo modo più difficili da gestire e da reprimere.

Per questo nel 2004 è nato il Safer Internet Day, un appuntamento annuale volto a promuovere un uso sano e consapevole di Internet e delle nuove tecnologie, in particolare tra i bambini e i giovani, che sono di soliti i soggetti più deboli e manipolabili. Inizialmente questa giornata era stata pensata come un progetto a livello continentale, supportato dalla Commissione Europea e gestito dal network Insafe-Inhope, che raggruppa tutti i Safer Internet Center. Dopo tredici anni di attività, il programma è arrivato a coinvolgere oltre cento Paesi, che ogni anno promuovono una serie di eventi e attività per informare ed educare sul corretto utilizzo della rete.

E dati alla mano, non si può dire che non ce ne sia bisogno. Secondo le stime dell’Istat, il 7 % dei ragazzi italiani fra gli 11 e 13 anni è stato vittima di cyberbullismo, attraverso il telefono cellulare o internet. Allarmanti anche i dati relativi al sexting, la pratica di scambiarsi foto intime via Whatsapp o attraverso social media e email. Sebbene, di base, questa attività non presenti alcuna violazione della legge, la possibilità che una foto o un video vada a finire in rete diventando di pubblico dominio è abbastanza elevata. Il motivo è semplice: controllare le catene di Sant’Antonio che possono generarsi da uno scambio iniziale 1 a 1 è assolutamente impossibile. Poi esistono anche altri pericoli, come ad esempio quelli derivanti dai siti pro-anoressia/bulimia, o dal gioco online o ancora dalla stessa dipendenza da Internet.

Quest’anno il Safer Internet Day  si celebra il 7 febbraio e avrà come slogan “Be the change: unite for a better Internet”. Anche nel nostro Paese il programma degli appuntamenti è estremamente ricco e variegato. L’evento principale si terrà a Roma, nella Caserma Guido Reni, e vedrà la partecipazione di oltre mille studenti, numerose aziende, associazioni e istituzioni. L’obiettivo come sempre sarà quello di sensibilizzare i tanti giovani presenti sulle tematiche più attuali e spinose relative alla sicurezza in rete.

Visti i recenti fatti di cronaca, che hanno spesso dipinto il web come un luogo in cui il marcio la fa da padrone, gli sforzi compiuti da network come Insafe-Inhope sono tutt’altro che scontati. L’obiettivo è quello  di rendere la rete un luogo più sicuro, per tutti, in primis per i giovani e i ragazzi, che utilizzano internet per informarsi e scoprire il mondo, nel tentativo di costruire ii proprio percorso di crescita e il loro stesso futuro.