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Veramente tantissime le notizie della settimana diventate trending topic su Twitter. In primo piano la politica con le spaccature interne al PD, ma anche cronaca, costume e sport. Nota di colore, l’hashtag dedicato alla festa di San Valentino, che ha reso decisamente più romantica questa settimana di metà febbraio. 

#direzionePD: dimissioni e congresso in tempi brevi per aprire un confronto su quello che dovrà essere il futuro del partito. Questa la ricetta presenta da Matteo Renzi alla direzione del PD che si è svolta il 13 febbraio. La proposta renziana è passata con 107 voti favorevoli e 12 contrari. Tuttavia il malcontento serpeggia in modo abbastanza manifesto all’interno del Partito Democratico. Se da un lato i fedelissimi del segretario e la maggioranza hanno fatto quadrato intorno al loro leader, dall’altro le correnti minoritarie, guidate dall’ex segretario Bersani e da altri esponenti di punta del partito, si sono sentite messe di fronte al fatto compiuto. La vera preoccupazione di molti è che Renzi, puntando alle elezioni anticipate, stacchi prematuramente la spina al governo Gentiloni, senza procedere ad alcun ulteriore tentativo di riforma elettorale. Chissà se il buon Matteo risponderà a tutte le critiche piovute dopo la direzione con un generale #StateSereni.

#SanValentino2017: è inutile, gli italiani sono un popolo di romantici. A supporto di questa tesi registriamo il fatto che, martedì 14 febbraio, Twitter è stato letteralmente invaso da messaggi dedicati all’amore, alla passione e a ogni forma coccola conosciuta. Certo ci sono stati anche tanti buontemponi che ne hanno approfittato per twittare foto più o meno simpatiche e politically “scorrect”. Poi ci sono stati quelli che si sono profusi in immani filippiche sul consumismo che ruota attorno a San Valentino, altri che hanno pianto gli amori passati e altri ancora che, aspettando San Faustino, hanno rimandato i festeggiamenti di ventiquattr’ore. In ogni modo tutti o quasi si sono spesi in commenti sulla festa degli innamorati, riesumando aforismi di gente morta o le frasi dei Baci Perugina, l’ancora di salvezza per coloro che proprio difettano di fantasia e romanticismo.

#Atene: niente crisi economica né qualche orribile fatto di cronaca. Mercoledì 15 febbraio, Atene, culla della civiltà occidentale, è balzata in testa ai trending topic italiani per il no secco e perentorio che il governo ellenico ha detto alla sfilata di moda che Gucci voleva organizzare di fronte al Partenone. Ma perché questo “gran rifiuto”? La commissione archeologica della Grecia, rigettando la proposta della maison, ha dichiarato che il valore dell’Acropoli è “incompatibile con un evento di questo tipo”. Fonti non ufficiali parlano di un’offerta di 2 milioni di euro in lavori di restauro e di altri milioni per i diritti video della sfilata. Insomma una pioggia di soldi che non avrebbero fatto male alla Grecia, il cui PIL è stato mangiato per un quarto dalla crisi economica. Nonostante la casa di moda fiorentina abbia smentito le cifre circolate, il popolo di Twitter si è talmente appassionato alla vicenda che ha commentato incessantemente per ore e ore, ricordando a Gucci che Paestum o la Valle dei Templi non hanno nulla da invidiare al Partenone.

#palme: palme come quelle lungomare di Tangeri o della Promenade des Anglais. E invece siamo in Piazza Duomo a Milano, dove sono comparse alcune decine di palme per celebrare lo sbarco di Starbucks in Italia. Peccato che l’arrivo nel nostro Paese della catena di caffetterie più famosa al mondo sia previsto solo nel 2018 e che il primo e unico store sarà aperto in Piazza Cordusio. Come previsto, con le palme sono arrivate anche le prime polemiche. Tanti i milanesi che hanno storto la bocca al vedere “deturpato” il loro salotto buono. Addirittura alcuni hanno gridato all’arrivo del califfato e giurano di aver visto dei cammelli aggirarsi nel palmeto. Eppure non tutti sanno che Marco Bay, l’architetto che ha realizzato questo progetto per Starbucks, si è ispirato ad alcune immagini dei primi del novecento, quando piazza Duomo era abbellita proprio da esotiche palme. Un salto indietro nel tempo dunque, con cui Starbucks vuole augurarsi un radioso futuro anche nella patria dell’espresso e del cappuccino. Nel momento in cui scriviamo alcune delle piante della discordia sono state bruciate da alcuni vandali.

#Venerdi17: né di venere né di marte, non si sposa né si parte, né si dà principio all’arte. Se a questo aggiungiamo il fatto che in numeri romani, l’anagramma del XVII è “VIXI”, vale a dire “vissi” ovvero “sono morto”, ecco spiegato il problema degli italiani con venerdì 17. Certo questi sono lasciti di un antico passato, di una tradizione ormai morta e sepolta, ma molti italiani sono ancora del partito “non ci credo, ma non si sa mai”.  Dunque largo spazio a corni rossi, ferri di cavallo e zampe di coniglio anche su Twitter. I cinguettatori più eroici invece hanno preferito esorcizzare la nefasta giornata attraverso battute, freddure e tanto humor, perché contro la sfiga una risata è l’arma più potente che esista.

#Baggio50: Cinquant’anni e non sentirli. Roberto Baggio, il codino più famoso d’Italia, compie mezzo secolo e Twitter lo celebra con tutti gli onori che merita un grande campione. 205 goal in serie A, pallone d’oro nel 1993 e il sedicesimo posto nella classifica World Soccer del 1999; questi sono solo alcuni dei traguardi raggiunti da questo giocatore immenso, che è stato uno degli attaccanti più forti del mondo, amato e odiato dai tifosi italiani. Tutti però ne riconoscono il valore di simbolo del calcio italico. E con oltre vent’anni di successi, quattro lustri passati sulla cresta dell’onda, Roberto Baggio meriterebbe ben più di un trending topic fra gli hashtag di Twitter.

#AssembleaPd: la settimana su Twitter si è conclusa praticamente come era iniziata. L’assemblea PD non ha potuto far altro che registrare la forte spaccatura interna al partito e la volontà della maggioranza fedele a Renzi di procedere verso il congresso. Tutta roba già vista nella direzione di lunedì 13 febbraio. Per contro la minoranza si schiera “compatta” contro il segretario, il quale ha detto che non è possibile bloccare un partito per i diktat di una parte minoritaria. Inutili i tentativi di Emiliano, Speranza e Rossi di ricucire le relazioni interne all’assemblea, al partito e alla sinistra. Quello che ne sarà del PD al momento non è dato sapere, ma all’orizzonte certo c’è aria di tempesta.