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Anche questa settimana sono tantissime le notizie che hanno animato la rete e in particolare Twitter. Sul social dei cinguettii gli hashtag che sono diventati trending topic sono stati davvero numerosissimi e estremamente diversi fra loro. Dal viaggio di Zuckerberg in Italia al terribile Fertility Day, i tweeter italiani hanno avuto un bel da fare e molto di cui dibattere, ovviamente attraverso i soliti e immancabili #. 

#Zuckerberg: Mark Zuckerberg sbarca in Italia per una serie di impegni “istituzionali” e i twittatori italiani si scatenano. Tanti gli appuntamenti e gli incontri a cui ha partecipato il patron di FB nella sua due giorni italiana: da un meeting con il nostro social media premier, Matteo Renzi, a una visita a Papa Francesco, una delle star dei social, passando per una lezione all’università LUISS in cui ha cercato di ricalcare, senza successo, le orme del celeberrimo discorso tenuto da Steve Jobs di fronte agli studenti di Stanford. Senza dimenticare una puntatina alla sede italiana della Croce Rossa, che ha visto arrivare il grande capo di “Faccialibro” con un buono sconto di 500.000 euro da spendere in campagne Facebook per supportare l’emergenza terremoto in centro Italia. Il “particolare” contributo dato da Zuckerberg ha suscitato più di una discussione, facendo gridare molti allo scandalo e alla presa in giro. Grazie al programma della visita, quasi paragonabile e quella di un capo di stato, ma soprattutto grazie allo strascico di polemiche generate dalla donazione fatta dal caro Mark alla Croce Rossa, l’hashtag #Zuckerberg è rimasto in cima alla classifica dei trending topic italiani per tutta la giornata di lunedì.

#GeneWilder: indimenticabile! Questo è l’unico aggettivo per descrivere l’attore Gene Wilder, scomparso nella notte fra lunedì e martedì all’età di 83 anni. Nonostante fossero passati molti anni dal suo ultimo ruolo da protagonista, l’attore era riuscito a rimanere nell’immaginario collettivo per aver interpretato alcune delle commedie più brillanti, ma anche a tratti più ciniche e amare, della storia del cinema. Fra i suoi più grandi successi ricordiamo: “La signora in rosso”, “Non toccate le vecchiette”, “Frankenstein Junior” e “Willy Wonka e la fabbrica di cioccolata”, nella sua versione originale. Attore preferito dal regista Mel Brooks, per la sua straordinaria interpretazione di Willy Wonka, ha ottenuto una seconda fama grazie al remake girato da Tim Burton e alle meme del quale era diventato protagonista. E questa rinnovata popolarità si è vista anche su Twitter, dove #GeneWilder è stato sinonimo di commozione e rammarico per la scomparsa di questo grande attore dai profondi occhi azzurri.

#FertilityDay: ovvero la peggiore campagna di “sensibilizzazione” che il Ministero della Salute italiano potesse mettere in piedi sul tema della fertilità e sul rischio di denatalità. In concreto l’iniziativa si è basata sulla condivisione da parte del Ministero di una serie di grafiche, i cui testi e le cui immagini hanno fatto letteralmente scoppiare un pandemonio. Così, quella che sembrava una semplice “pubblicità progresso” si è trasformata in una specie di boomerang mediatico per il dicastero guidato da Beatrice Lorenzin. La polemica è esplosa fin dal primo pomeriggio di mercoledì 31 agosto, quando #FertilyDay è balzato in testa ai trending topic italiani sull’onda di tutti i tweet di protesta per quella che è stata definita una campagna offensiva e assolutamente preistorica. L’accusa mossa da molti al Ministero della Salute è stata quella di voler fare eccessiva pressione sulle donne, “invitandole” a procreare il prima possibile e cercando di condizionare il loro stile di vita. A tal proposito, è sembrata particolarmente di cattivo gusto una delle immagini della campagna raffigurante una ragazza con in mano un’inquietante clessidra, simbolo dell’inesorabile scorrere del tempo. Per non “scontentare” nessuno, l’iniziativa ha avuto anche una versione per i maschietti. Nella grafica a loro dedicata si vede una buccia di banana avvizzita, tristemente abbandonata su un marciapiede… avanguardia pura! Uno dei primi risultati della bufera mediatica che si è abbattuta sul Ministero è stato l’azzeramento del sito dedicato all’iniziativa e il conseguente ridimensionamento dell’intera campagna. Ora non ci resta che attendere quelli che saranno gli esiti del Fertility Day, in programma il 22 settembre prossimo. Chissà che il tutto si riveli più scivoloso della già citata buccia di banana…

#BackToHogwarts: il primo settembre è tradizionalmente la data in cui gli studenti di Hogwarts tornano a scuola e i twittatori italiani non si sono lasciati sfuggire l’occasione di celebrare, ancora una volta, i loro beniamini magici. È incredibile come un’idea nata su un affollato treno per Londra sia diventata uno dei più straordinari successi letterari e cinematografici di tutti i tempi. A distanza di diciannove anni dall’uscita del primo libro, “Harry Potter e la pietra filosofale”, il maghetto inglese continua ad avere milioni di fan in tutto il mondo e a essere uno dei personaggi più amati della letteratura mondiale. E #BackToHogwarts rappresenta al meglio l’affetto del pubblico per il piccolo grande mago di Privet Drive e in generale per questa saga che ha fatto appassionare il mondo intero.

#CharlieHedbo: un bruttissimo spettacolo, una satira di pessimo gusto fatta sulla pelle di gente che ha perso tutto. Altro non si può dire delle vignette pubblicate dal quotidiano satirico francese “Charlie Hebdo” sul terremoto in centro Italia, raffiguranti i più classici e triti luoghi comuni legati al nostro Paese: mafia, spaghetti e malaffare. Già per questo in molti si sarebbero indignati, in parecchi avrebbero gridato alla satira degenerata, addirittura i più folcloristici avrebbero gridato all’oltraggio, magari minacciando di imbracciare i fucili! Tuttavia, poiché non c’è mai limite al peggio, “Charlie Hebdo” è andato un po’ oltre la satira, scadendo in un cinismo irrispettoso nei confronti dei morti e di coloro che hanno visto la loro vita sgretolarsi in un attimo. La parte della vignetta incriminata ritrae un cumulo di macerie dal quale spuntano resti umani accompagnati dal termine “lasagne”. Twitter è insorto! E non poteva essere altrimenti visto l’argomento tanto delicato e drammatico. Questa volta “Charlie Hebdo” sembra aver proprio fatto una scelta discutibile, scelta che ha suscitato una valanga di critiche, tutte riunite sotto l’#CharlieHedbo, divenuto in breve inonimo di satira fuori luogo e bieco opportunismo. Il dibattito su Twitter è durato per ben due giorni, il 2 e il 3 settembre, giorni in cui l’# è sempre rimasto in cima alla classifica dei trending topic italiani, primato di cui, in questo caso specifico, c’è poco da essere fieri. Piccola nota di colore, la storpiatura del nome della rivista nell’# (“Charlie Hedbo” anziché “Charlie Hebdo”)… qualcuno lo chiamerebbe karma!

#?: la domenica, lo sappiamo, è sempre una giornata un po’ strana. Difficilmente, eccetto in casi straordinari, si hanno # che riescono a mantenere la testa della classifica, o quantomeno le prime posizioni, per molto tempo. Di solito, la domenica, gli hashtag non durano più di un gatto in tangenziale. E così è stato domenica 4 settembre, anche a causa dei numerosi eventi e delle tante notizie che hanno affollato la rete. Dal caso Muraro, che ha turbato la “serenità” della giunta capitolina, alla cerimonia di canonizzazione di Madre Teresa di Calcutta, passando per il Gran Premio di Monza e il “Best of” di Carpool Karaoke, in onda per la prima volta su Rai 4. Insomma tanti argomenti e tanti spunti per i tweeter italiani, che ancora una volta hanno potuto dare libero sfogo alla loro fantasia e alla loro voglia di cinguettare.