#DigitalDay17: un futuro digitale per l’Europa

#DigitalDay17: un futuro digitale per l’Europa

Sessant’anni fa a Roma, sei Paesi pionieri firmavano il Trattato che costituiva la Comunità Economica Europea (CEE), un accordo che assieme ai trattati Euratom e CECA, ha rappresentato la base di oltre mezzo secolo di pace e prosperità per il continente europeo. Molto è cambiato da quel 25 marzo del 1957 e molte cose cambieranno ancora in futuro. Se allora era bastato ipotizzare la creazione di un’area doganale unica all’interno della quale far muovere merci, capitali, servizi e persone, oggi è necessario guardare più avanti, sia per garantire un sempre maggiore sviluppo economico a quella che è considerata la più vasta area a benessere diffuso del mondo, sia per favorire una maggiore inclusione per tutta la popolazione.

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La Moda 2.0

La moda 2.0

Sapevate che la prima rivoluzione industriale è scoppiata a causa di un vestito? Cioè non proprio per un vestito, però è storicamente provato che il settore da cui si è originato il passaggio dall’industria vecchia maniera a quella moderna è stato proprio quello tessile manifatturiero. In fondo la moda stessa è innovazione; a Milano si è appena conclusa la fashion week e quello abbiamo visto in passerella nei giorni scorsi, lo ritroveremo nelle boutique e nei negozi fra dodici mesi.  

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XIII Rapporto Censis-Ucsi sulla comunicazione

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Italiani popolo di santi, poeti, navigatori e da qualche anno anche di internauti. Questo è sicuramente uno dei dati principali messi in luce dal 13° Rapporto Censis-Ucsi sulla comunicazione nel nostro Paese. Ciò che emerge dall’indagine è che la crescita dell’uso di internet da parte dei cittadini italiani sembra davvero inarrestabile, ma ciò non sembra danneggiare alcuni degli altri mezzi di comunicazione tradizionali, quali TV e radio. Più difficile rimane la situazione dell’editoria cartacea, soprattutto quella dei quotidiani e dei libri, che continuano a perdere fette di mercato.

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Crowdfunding: la colletta in versione 4.0

C’era una volta il mecenatismo, pratica che permetteva a giovani di belle speranze, ricchi di talento in campi quali le arti o le scienze, di trovare riparo e protezione presso nobili illuminati, desiderosi di mettere le proprie ricchezze a disposizione delle migliori menti e di artisti in erba. Grazie a questa usanza, nata nell’antica Roma e affermatasi in quel periodo straordinario che è stato il Rinascimento, a distanza di secoli, possiamo godere di capolavori artistici senza pari e usufruire di invenzioni straordinarie. Oggi la situazione è molto diversa. Finiti i tempi delle corti e dei principi dal borsellino a fisarmonica, quel che resta per finanziare opere e idee straordinarie sono i grandi capitali privati derivanti da business redditizi sempre più spesso legati al settore dell’ICT.

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Videogame Day

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“Un game designer non crea tecnologia, ma un’esperienza”. Questa è senza dubbio una delle massime più significative inserite in “Rules of Play”, il libro scritto da Eric Zimmerman e Katie Salen ed edito da MIT Press, la casa editrice del Massachusetts Institute of Technology. Il libro è stato pubblicato nel 2004 ed è considerato la “bibbia” dei game designer di tutto il mondo. Basta in effetti la sola frase che abbiamo citato per capire in che considerazione i due autori tengano i videogame e tutto ciò che concerne il settore dei giochi gestiti da dispositivi elettronici e fruibili attraverso schermi. Una storia incredibile quella dei videogiochi, iniziata nel 1947 e che ogni anno viene celebrata nel corso del Videogame Day, il 12 settembre.

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