XIII Rapporto Censis-Ucsi sulla comunicazione

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Italiani popolo di santi, poeti, navigatori e da qualche anno anche di internauti. Questo è sicuramente uno dei dati principali messi in luce dal 13° Rapporto Censis-Ucsi sulla comunicazione nel nostro Paese. Ciò che emerge dall’indagine è che la crescita dell’uso di internet da parte dei cittadini italiani sembra davvero inarrestabile, ma ciò non sembra danneggiare alcuni degli altri mezzi di comunicazione tradizionali, quali TV e radio. Più difficile rimane la situazione dell’editoria cartacea, soprattutto quella dei quotidiani e dei libri, che continuano a perdere fette di mercato.

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Crowdfunding: la colletta in versione 4.0

C’era una volta il mecenatismo, pratica che permetteva a giovani di belle speranze, ricchi di talento in campi quali le arti o le scienze, di trovare riparo e protezione presso nobili illuminati, desiderosi di mettere le proprie ricchezze a disposizione delle migliori menti e di artisti in erba. Grazie a questa usanza, nata nell’antica Roma e affermatasi in quel periodo straordinario che è stato il Rinascimento, a distanza di secoli, possiamo godere di capolavori artistici senza pari e usufruire di invenzioni straordinarie. Oggi la situazione è molto diversa. Finiti i tempi delle corti e dei principi dal borsellino a fisarmonica, quel che resta per finanziare opere e idee straordinarie sono i grandi capitali privati derivanti da business redditizi sempre più spesso legati al settore dell’ICT.

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Videogame Day

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“Un game designer non crea tecnologia, ma un’esperienza”. Questa è senza dubbio una delle massime più significative inserite in “Rules of Play”, il libro scritto da Eric Zimmerman e Katie Salen ed edito da MIT Press, la casa editrice del Massachusetts Institute of Technology. Il libro è stato pubblicato nel 2004 ed è considerato la “bibbia” dei game designer di tutto il mondo. Basta in effetti la sola frase che abbiamo citato per capire in che considerazione i due autori tengano i videogame e tutto ciò che concerne il settore dei giochi gestiti da dispositivi elettronici e fruibili attraverso schermi. Una storia incredibile quella dei videogiochi, iniziata nel 1947 e che ogni anno viene celebrata nel corso del Videogame Day, il 12 settembre.

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Back to School

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La prossima settimana segnerà per molti studenti il tanto temuto ritorno fra i banchi di scuola. Alle prese con gli ultimi compiti delle vacanze e l’acquisto dei nuovi libri, gli alunni di ogni ordine e grado si preparano all’inizio delle lezioni e ad altri nove lunghi mesi di lavoro. Tutti noi ricordiamo quella sensazione fatta di sottile malinconia per la fine dell’estate, accompagnata dalla gioia di rivedere i compagni, con cui, in assenza delle tecnologie di cui disponiamo oggi, era difficile mantenere i contatti durante le vacanze. Oggi è sicuramente diverso: i nostri figli e i loro amici restano costantemente connessi, pur non avendo l’occasione di vedersi fisicamente e ciò accade grazie al digitale. Talvolta, per questa generazione di nativi digitali il rientro a scuola segna il ritorno a un mondo offline, dove in alcuni casi è vietato usare, anche a scopo didattico, gli strumenti tecnologici che i ragazzi possiedono.

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Olimpiadi e tecnologia: un matrimonio d’amore

La XXXI edizione dei Giochi Olimpici estivi si è appena conclusa e con essa anche la lunga serie di notti passate davanti al televisore per seguire le prove dei nostri beniamini sportivi. Sono state Olimpiadi emozionanti, ricche di momenti indimenticabili, ma anche, come spesso accade per questi eventi di portata mondiale, non prive di polemiche e difficoltà. Sono stati anche dei Giochi estremamente tecnologici, in cui il largo uso della tecnologia è risultato ancor più visibile che nelle edizioni precedenti.

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Pokémon Go: Gotta catch ‘em all!

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Luglio tempo di vacanze, anticicloni africani e tintarella. È questo il periodo in cui la maggior parte degli italiani inizia a preparare le valige per la villeggiatura, al mare o in montagna, boccheggiando  come pesci fuor d’acqua in città, in attesa delle agognate ferie agostane che sembrano un lontano miraggio. Tutto questo fino all’anno scorso quando ancora non esisteva il fenomeno Pokémon Go. Perché adesso, con l’avvento di questa nuova applicazione mobile di Nintendo, sembra che la vita di noi tutti sia destinata a cambiare in modo radicale e che quest’ultimo scorcio di permanenza in città, prima della grande fuga, si possa trasformare in un grande momento di follia collettiva.

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