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Una azione di sistema, dall’infrastruttura alle competenze digitali per il cittadino, per il mondo del lavoro e per l’innovazione

 AICA, l’Associazione italiana per l’Informatica e il Calcolo Automatico, collabora da lungo tempo con il Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca partecipando ai diversi tavoli in cui si sta definendo il percorso della Buona Scuola, per una riforma dell’istruzione. In occasione del suo 29mo convegno annuale sulle tecnologie della didattica Didamatica, che si svolge in questi giorni a Genova, AICA presenta il progetto di un percorso organico per le competenze digitali nella scuola, portato di recente all’attenzione del legislatore in una audizione presso le Commissioni Istruzione di Camera e Senato.

Quando si parla di competenze digitali, si parla di molte cose insieme: si parla della capacità generale di essere cittadini in un mondo digitale apprendendo a usare in modo consapevole e intelligente gli strumenti e gli ambienti digitali, ma anche di competenze professionali generali e specifiche, e capacità di sfruttare pienamente il digitale come mezzo da applicare alla risoluzione di problemi, allo studio di altre discipline, e all’innovazione” spiega Giulio Occhini, direttore di AICA.

Si tratta di un insieme di competenze che possono essere apprese in diversi stadi della formazione e per le quali proponiamo una serie di progetti e strumenti che possono essere recepiti in tutto il percorso formativo scolastico, dall’ingresso al diploma di maturità, e oltre. Tutto ciò premesso un reale adeguamento dell’organizzazione scuola, sia in termini di accesso all’infrastruttura digitale sia in termini di gestione corretta e sicura delle dotazioni digitali.” 

Forte della storica esperienza nella diffusione delle competenze digitali a tutti i livelli, attraverso le Certificazioni Informatiche Europee e i numerosi progetti e sperimentazioni sviluppati in collaborazione con il MIUR, AICA propone per la Buona Scuola Digitale un percorso che prevede diverse priorità in cui devono essere coinvolti gli studenti, ma anche gli insegnanti e le scuole stesse come organizzazioni.

  1. La priorità infrastrutturale è diffondere in tutto il Paese, e, in particolare, nelle scuole, la banda larga, in coerenza con gli obiettivi europei. 
  1. Una priorità di tipo organizzativo, conseguente al punto che precede, è il controllo del sistema informativo della scuola in modo da proteggerlo dal malware e da intrusioni pericolose. Si tratta di creare la figura e la responsabilità di un IT Administrator che garantisca il corretto funzionamento del sistema e la sua connessione ad internet. Allo scopo AICA ha da tempo introdotto il programma IT Administrator Foundamentals che consente ad un dipendente dell’istituto (a livello ATA) il conseguimento di queste capacità. Esiste una normativa europea ed italiana sulla sicurezza dei dati, cui un ente pubblico come la scuola deve attenersi e che rende questa funzione inderogabile.
  1. Un’ altra priorità riguarda l’insegnamento strutturato, esteso agli studenti di tutte le classi, di come si debba accedere ed operare, in modo consapevole e sicuro nel mondo digitale.
  1. C’è poi la necessità di diffondere competenze e metodologie di apprendimento basate sull’informatica, sulla capacità di ricerca intelligente dell’informazioni su web e sulla logica di problem solving che includano la formazione dei docenti, la creazione di laboratori nelle scuole per applicazioni pratiche di tecnologie digitali e l’alternanza attiva scuola-lavoro, cui AICA dedica l’edizione 2015 di Didamatica a Genova.
  2. In parallelo, occorre dare allo studente le conoscenze di base per la e-leadership, in modo che, una volta uscito dalla scuola secondaria superiore, disponga, nel suo bagaglio culturale, di quanto è necessario per affrontare i problemi con cui si dovrà cimentare nel mondo del lavoro e/o dello studio.

I cinque “passi” delle competenze digitali

La Buona Scuola digitale, strutturata secondo le premesse indicate, introdurrà le competenze digitali in modo sistematico e progressivo in tutti i livelli della formazione, con l’obiettivo che gli studenti al termine del loro specifico corso di studi abbiamo a disposizione strumenti concreti per essere cittadini e lavoratori del mondo odierno. E’ un percorso che si può sintetizzare in cinque “passi” da compiere.

  1. La formazione delle competenze digitali del cittadino: per offrire una combinazione di conoscenze, abilità e attitudini adeguate a utilizzare e vivere il mondo digitale, come previsto dagli obiettivi chiave dell’Unione Europea (2006), dalla scuola primaria e secondaria di primo grado, fino eventualmente al primo biennio della scuola superiore. Lo strumento è la Nuova ECDL (Patente Europea del Computer), affiancata da una riflessione sull’uso consapevole ed efficace degli strumenti e degli ambienti digitali ed alla sperimentazione delle loro varie applicazioni: un aspetto che può essere valorizzato, ad esempio, attraverso competizioni quali il concorso Webtrotter ed altre competizioni promosse tramite il MIUR e gli Uffici Scolastici Regionali.
  1. La formazione di competenze digitali professionalizzanti: sono le competenze che applicano a settori specifici il digitale e che possono essere integrate nei diversi indirizzi di studio. Ne sono esempi le competenze previste nei programmi ECDL rivolti ad esempio alla progettazione CAD o al settore sanitario.
  2. Il computational thinking: l’introduzione di un approccio trasversale che include una “forma mentis” improntata all’informatica come metodologia per la risoluzione di problemi e la realizzazione di progetti: dalla programmazione all’applicazione del digitale nelle materie tecniche (pensiamo solo al tema della stampa 3D e della manifattura digitale) con un approccio didattico che parta dalla scuola primaria e certamente si estende ai licei e agli istituti superiori.
  1. Le competenze dell’innovatore digitale (e-leadership): si tratta di un insieme di attitudini più che di competenze che favoriscano l’approccio innovativo e la consapevolezza delle potenzialità e della necessità di adottare il digitale come strumento per l’innovazione nei vari settori. Rappresenta per AICA la vera sfida per la trasformazione digitale del Paese attraverso l’intelligenza dei giovani, e può essere oggetto di progetti rivolti agli ultimi anni della scuola superiore, sia nei Licei sia negli Istituti Tecnici e Professionali. Sono esempio il progetto ICT4Job che AICA sta sperimentando, incentrato su una cultura informatica /imprenditoriale, che è stato fatto proprio ad esempio dalla Regione Toscana nel suo repertorio di risorse per la formazione TRIO.
  1. Le competenze professionali ICT: negli istituti tecnici con specializzazioni informatiche è possibile introdurre percorsi che integrino nel curriculum le competenze per acquisire le certificazioni informatiche europee professionali “di base”, come EUCIP/eCFplus e IT Administrator, basate su standard che in Italia sono stati assunti con apposita norma UNI. In questo ambito AICA sta conducendo in accordo con il MIUR, un percorso per studenti e insegnanti degli istituti secondari ad indirizzo tecnico economico che ha già coinvolto in quattro anni circa un terzo del totale mentre per quelli a indirizzo informatica e telecomunicazioni propone il percorso ITACA è una pratica sperimentata e apprezzata a livello europeo .

La didattica per la tecnologia e nel mondo digitale 

E’ importante evidenziare infine quanto il percorso della didattica digitale sia da intendersi anche come percorso formativo che consenta all’insegnante di utilizzare pienamente la tecnologia come strumento e di arrivare a una nuova modalità di insegnamento che viva pienamente nel mondo digitale odierno, assumendolo come un ambiente sempre più “naturale” per i giovani nativi digitali e imprescindibile per il confronto e l’evoluzione. A tale scopo esistono precise proposte di formazione e certificazione dei docenti quali la certificazione sull’uso didattico delle LIM o PADDI (Patente per la Didattica Digitale).

Per ulteriori informazioni: www.aicanet.it