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Alla corte di Versailles domenica 13 luglio si respira aria di finale dei mondiali e tra team di studenti provenienti da diversi paesi del mondo ancora una volta l’eccellenza italiana sale sul podio: il team dell’Università Roma Tre vince la competizione Solar Decatlhon con il progetto Rhome sviluppato interamente con tecnologia Autodesk per il BIM (Building Information Modeling).

Il progetto italiano rappresenta una eccellenza nell’uso delle tecnologie BIM (Building Information Modeling), recentemente all’attenzione globale grazie alla spinta di nazioni come il Regno Unito o quelle di area Scandinava,  che spingono per la loro adozione istituzionale, recentemente ratificata anche dalla Direttiva Europea che raccomanda l’uso di queste tecnologie in tutti gli appalti pubblici a partire dal 2016.

La competizione è partita il  27 Giugno scorso nel Parco della Reggia di Versailles dove è stata realizzata la “città solare”: un villaggio di più di venti case ad alta efficienza energetica. 

L’Università Roma Tre ha partecipato per la seconda volta alla competizione ed è la prima squadra italiana che sia stata mai ammessa al concorso, promosso dal Dipartimento dell’Energia del Governo degli Stati Uniti, e poi trasferita in Europa (lo scorso anno in Spagna, quest’anno in Francia, e il prossimo in Germania), e ora anche in Cina e Sud America.

Tutta la competizione è uno showcase della innovazione in campo edilizio: le case vengono realizzate per mostrare ai visitatori le prestazioni e le caratteristiche fisiche delle case del futuro, di un ‘futuro prossimo’.

Il team ha costruito con tecnologie Autodesk una struttura integrata di modelli digitali a supporto di tutto il processo. Il cuore del progetto è un modello BIM impostato in modalità multiutente workset, con una media di 15 utenti al lavoro in contemporanea in media, impostato in Autodesk Revit 2014. La strutturazione dei modelli digitali è stata collegata a una struttura innovativa per il team di progettazione, integralmente multidisciplinare, che integra gli studenti con specialisti, ricercatori e aziende partner del progetto provenienti dai settori più diversi e dal mondo dell’innovazione italiana, dal fotovoltaico flessibile, alle tecnologie per l’agrospazio.

Il Solar Decathlon ha offerto alla sperimentazione BIM un processo virtuoso che anticipa una committenza e una città di nuova generazione: il concorso rappresenta una mini-città connessa in Smart Grid energetica con un monitoraggio continuo delle prestazioni degli edifici, che grazie a una alta infrastrutturazione di sensori concorrono tra loro sulla base dei minori consumi elettrici, di acqua, di consumo delle risorse, di gestione. Una Smart City dove gli edifici sono emittenti telematiche a tutti gli effetti.

Tale modello centralizzato BIM, strutturato come simulazione costruttiva delle tecniche di prefabbricazione avanzata in legno in modalità CAM, è stato integrato con analisi strutturali di valutazione antisismica, energetiche dinamiche di radiazione solare (Autodesk Vasari), simulazione termica e fluidodinamica (Autodesk Ecotect Analysis e Autodesk Simulation CFD), in collaborazione col programma Autodesk Sustainability Workshop, con il calcolo LCA (Life Cycle Assessment) del ciclo di vita dei materiali impiegati e per la valutazione dell’impatto ambientale in termini di Embodied Energy (mediante Schedule dinamiche in Autodesk Revit). 

Lo stesso modello, integrato è stato renderizzato lungo tutto l’arco del lavoro per valutare l’impatto architettonico, con immagini e video (in Autodesk 3D Studio Max) e in ultima fase, per realizzare una stima, dettagliata, componente per componente, dei costi di costruzione e di trasporto.

Il modello BIM che il team ha strutturato in questo senso è concepito per simulare tutta la fase di assemblaggio con la integrazione nel progetto dei sub-assembly. Ogni Sub-Assembly è stato da subito integrato nel modello BIM e ha permesso  di visualizzare le fasi di montaggio in un cronoprogramma 3D (grazie ad Autodesk Navisworks) e la relativa valutazione dei rischi ai fini della sicurezza, con la modellazione completa delle strutture provvisionali e di montaggio.

Tale strutturazione è stata legata contemporaneamente alla stima dei mezzi di trasporto, con generazione dinamica dei piani di carico per i mezzi, forniti agli interlocutori, in questo caso Trenitalia, visto che la casa italiana ha viaggiato per Versailles in treno.

Il team italiano  ha condotto un intero processo BIM dalla concezione alla ingegnerizzazione fino alla realizzazione e alla gestione diretta del cantiere, ma non soltanto. Tutta la casa, infatti, è stata infrastrutturata con sensori di nuova generazione per il monitoraggio dei parametri ambientali di comfort e dei consumi elettrici e idrici di dettaglio, ma anche la posizione fisica di finestre e parti della casa, con la realizzazione di un modello interattivo 3D di data reference nell’innovativo standard WebGL, usato, tra gli altri da Google. Il modello mette in rete e documenta il funzionamento di tutti i sistemi di impianto, con elettronica dedicata.

“Una vittoria nel Solar Decathlon viene dalla gestione della complessità di un edificio innovativo, altamente tecnologizzato e allo stesso tempo semplice, vivibile, economico e realizzabile.”  Ha dichiarato il Professor Stefano Converso, Project Manager e BIM Coordinator, Ricercatore BIM e Docente di Progettazione Parametrica presso la Università Roma Tre. “Un prodotto quindi della alta integrazione di tutte le componenti tecniche, economiche e spaziali che solo una progettazione di nuova generazione può garantire: per questo abbiamo strutturato da subito tutto il lavoro basandoci su modalità e software BIM. E i modelli digitali, basati sul contributo parallelo, in tempo reale di più utenti del nostro team, dagli studenti, ai ricercatori, ai partner, hanno accompagnato tutto il nostro lavoro, dalla concezione, alla realizzazione, fino alla gestione della casa in fase di gara.”

 

Per maggiori informazioni sul progetto Rhome visita il sito:  http://www.rhomefordencity.it/SDE/ita/