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Comunicato Stampa (PDF)

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Il 2015 è stato un altro anno eccezionale per Apache Hadoop di Cloudera, fornitore globale della piattaforma di analisi e gestione dei dati più veloce, semplice e sicura e delle più recenti tecnologie open source: l’integrazione di Apache Spark all’interno degli ambienti Apache Hadoop e i significativi miglioramenti in termini di fruibilità e interoperabilità, l’aggiunta del supporto per Spark SQL e MLlib all’interno delle soluzioni Cloudera Enterprise 5.5 e CDH 5.5 per ampliare ulteriormente le funzionalità enterprise, nuove capacità di storage come Apache Kudu e i funzionalità per la sicurezza, e molto altro ancora.

 

“E’ difficile pensare a ciò che seguirà, ma questa è la cosa bella di Hadoop: le possibilità di sviluppo sono infinite e siamo continuamente stupiti dalla sua continua evoluzione”, ha affermato Romain Picard, Regional Director EMEA South di Cloudera. “Abbiamo raggiunto 100 membri nel nostro programma accademico Cloudera Academic Partnership (CAP), una pietra miliare per la formazione di professionisti con competenze specifiche Hadoop, di cui avremo sempre più bisogno nel futuro: è un grande risultato e mostra che abbiamo intrapreso la giusta direzione, ma non è tutto perché, oltre ad acquisire le competenze necessarie, ancora più sfidante è individuare la giusta direzione da dare ad Hadoop per il supporto alle aziende”.

 

Diverse sono quelle attualmente utilizzatrici: dai fornitori di servizi di comunicazione come British Telecom (BT) – che stanno infatti costruendo applicazioni per disporre di una visione a 360° del cliente attraverso tutte le attività di business ridefinendo così anche la modalità di interazione con il cliente stesso – a società di servizi finanziari come Northern Trust, che stanno migliorando la loro offerta implementando un monitoraggio in tempo reale dei sistemi di pagamento. E, ancora, Countertack, che offre soluzioni di sicurezza informatica innovative per praticamente ogni tipologia di azienda, indipendentemente dal settore.
Il processo di modernizzazione è solo all’inizio e coinvolgerà tutto il comparto industriale, e Cloudera prevede che grandi e piccole imprese continueranno a utilizzare la piattaforma e la gamma di applicazioni a ritmi crescenti.

 

Nel 2015 le conversazioni si sono progressivamente spostate dal “cosa” e “perché” al “come”: la tecnologia è solo una parte dell’equazione quando si tratta di effettuare un ri-architecting con Hadoop. Quello di cui si stanno rendendo conto le aziende è anche del fattore persona e della necessità di modificare i processi.

 

Per il 2016, Cloudera identifica un desiderio diffuso di comprendere come intraprendere il percorso verso il successo. Le domande più ricorrenti delle aziende sono: “Qual è il giusto punto di partenza oggi?”, “Come è possibile scalare, una volta implementato un progetto?”, “Come ci si può spostare da piccoli progetti dipartimentali ad iniziative aziendale più grandi?”

 

In questo contesto, la tecnologia è davvero interessante, ma è solo un pezzo del puzzle e la sua adozione accelererà a misura che sempre più organizzazioni valuteranno dove sono attualmente e dove stanno andando, e svilupperanno strategie per rendere questo percorso evolutivo il più agevole possibile.

 

Cloudera intende continuare a semplificare il prodotto il più possibile con applicazioni specifiche come Cloudera Navigator Optimizer, che fornisce visibilità ai carichi di lavoro e aiuta i clienti a identificare quelli che meglio si adattano allo sviluppo su piattaforma Hadoop, riducendo di conseguenza i tempi di sviluppo e migliorando in maniera incrementale le prestazioni complessive.

 

L’Internet of Things (IoT), che è senza dubbio uno degli hype in ambito Big Data, continuerà ad essere uno degli ambiti di maggiore rilevanza nel corso dell’anno insieme al cloud: per quando riguarda l’impatto su Hadoop, la piattaforma diventerà sempre più strategica a misura che la mole di dati si sposterà dalle soluzioni on premise a quelle in cloud, evidenziando nel frattempo un modello di cloud ibrido.

 

A tal proposito, proprio per semplificare l’esemplificazione in cloud, Cloudera ha realizzato strumenti come Cloudera Director, su cui l’azienda continuerà a concentrare gli investimenti per rendere la piattaforma “consumabile” su base continuativa.

 

Nell’ambito IoT, clienti di Cloudera hanno già sviluppato progetti interessanti: da Vivint, che fornisce soluzioni consumer consentendo alla casa di essere interconnessa e di fornire un’esperienza di servizio migliore, ad Omneo che sta spingendo i confini dell’IoT industriale mediante l’ottimizzazione della supply chain in tempo reale garantendo un risparmio di 15-20 milioni di dollari.

 

Che si tratti di migliorare la customer experience oppure l’analisi dei dati, l’IoT sarà quindi una parte preponderante di ogni conversazione nel prossimo futuro: il processo è solo agli inizi.