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Le XXII Olimpiadi invernali di Sochi, Russia, metteranno sotto pressione le reti aziendali di tutto il mondo; migliaia di utenti seguiranno, per oltre due settimane e spesso in streaming, gli eventi sportivi. Gli amministratori di rete dovranno quindi allenarsi per la loro personale corsa ad ostacoli, che saranno rappresentati da larghezza di banda, sicurezza e produttività.

Lo evidenzia GFI Software sottolineando i dati del consumo di banda durante le precedenti edizioni dei giochi olimpici, che fanno prevedere un significativo impatto sulle reti aziendali particolarmente in ambito PMI.

Le Olimpiadi non sono più, ormai da qualche anno, solo un evento televisivo. Anche se la TV rimane il principale mezzo di fruizione, attraverso Internet e i dispositivi portatili le gare possono essere seguite in qualsiasi momento, per ben 17 giorni di fila. Grazie alle numerose piattaforme disponibili, gli aggiornamenti avvengono in tempo reale; durante le scorse Olimpiadi invernali i tablet non erano ancora così diffusi, ma in questa edizione giocheranno un ruolo decisivo.

NBCOlympics.com prevede oltre 1.000 ore di live-stream durante le Olimpiadi; sarà trasmessa ogni gara, con la sola eccezione della cerimonia di apertura. E se pensate che le Olimpiadi non avranno alcun impatto significativo sulla produttività aziendale e sul consumo di banda, date un’occhiata alle statistiche pubblicate dall’International Olympic Committee (IOC) sulle edizioni precedenti: cambierete opinione.

Impatto dei giochi olimpici sulla produttività aziendale: i dati IOC (International Olympic Commitee)

I dati IOC relativi alle Olimpiadi 2012 di Londra  rivelano un successo del web senza precedenti; i fan si sono collegati in ogni momento e luogo e la copertura digitale ha doppiato, per la prima volta in assoluto, quella  televisiva. Tutte le gare sono state trasmesse anche dal canale Youtube di IOC, che ha registrato 59,5 milioni di visualizzazioni, dall’Asia all’Africa sub-sahariana. Circa il 60% delle connessioni è avvenuto in streaming. 

Se poi leggiamo i dati IOC relativi alle Olimpiadi invernali 2010 di Vancouver  ricordate come una “pietra miliare per la connessione da cellulare e da piattaforme multimediali”,  rileviamo queste impressionanti cifre:

o   100 siti in tutto il mondo hanno trasmesso l’evento

o   Oltre 6.000 ore di visualizzazione sono avvenute tramite smartphone

o   Oltre 1,2 miliardi di page views sono state registrate da siti ufficiali di broadcasting, che hanno anche trasmesso oltre 265 milioni di video, per un totale di  38 milioni di ore-video visualizzati  

o   Oltre 1,5 milioni di utenti Facebook sono diventati fan della pagina IOC

o   La pagina dedicata a Vancouver 2010 ha avuto oltre 275 milioni di visitatori, due volte e mezzo il numero di visitatori di Beijing 2008 (105 milioni).

E’ evidente che il trend dello streaming è in crescita; possiamo quindi prevedere quale sarà l’impatto di oltre 1.000 ore di live-stream sulle reti aziendali.

Cosa possono fare gli amministratori di rete per fronteggiare questa emergenza?

Sale l’entusiasmo, cala la produttività

Eventi internazionali come le Olimpiadi o la FIFA World Cup possono rivelarsi disastrose per le reti aziendali: la maggior parte delle gare si svolge durante la settimana e gli appassionati,  che le seguono dal luogo di lavoro, fanno registrare un significativo calo di produttività e un aumento del consumo di banda. Il fenomeno del BYOD, poco diffuso durante le scorse edizioni, è destinato ad aumentare questi effetti.

L’utilizzo di banda incide senza dubbio sulla produttività aziendale; i tempi di connessione alle gare, in particolare delle discipline più appassionanti, come sci, biathlon o hockey su ghiaccio, possono essere infatti molto lunghi. Questo assorbe banda e incide notevolmente sulla resa e la velocità della rete aziendale; basta cliccare un link – per vedere ad esempio meravigliose esibizioni sugli sci – e ripetere all’infinito la connessione, perché la rete soccomba sotto il peso delle Olimpiadi.

Le molteplici visualizzazioni contemporanee dello stesso feed possono colpire al cuore l’azienda perché rallentano processi fondamentali, come la ricezione e l’invio della posta elettronica e il caricamento del sito web da parte dei clienti; la diminuzione della produttività e l’aumento di consumo di banda equivalgono ad una pesante perdita tra le righe di budget.

Le piccole imprese sono le più colpite

La sicurezza, inoltre, non può essere sottovalutata durante il periodo delle Olimpiadi. I cybercriminali e gli spammer approfittano della distrazione degli utenti per intrufolarsi nelle reti, come ci insegna l’esperienza delle scorse edizioni dei giochi olimpici.  Nel frattempo, gli hacker e i malware sono diventati anche più sofisticati e, per questo motivo, chi amministra le reti IT deve rimanere assolutamente vigile.
Nel 2012 gli hacker hanno utilizzato diverse modalità di attacco, tra cui:

o   Diffusione di malware attraverso link e account di Twitter corrotti

o   Truffe online  con promesse di regali, ma solo compilando form con dati personali

I risultati di una recente indagine di GFI Software  evidenziano la necessità di una seria presa di coscienza da parte delle piccole e medie imprese sulle problematiche legate alla sicurezza. Secondo questa ricerca, la maggior parte di chi utilizza un dispositivo aziendale ne fa un uso non strettamente lavorativo; ancora più preoccupante, il 43% utilizza un device mobile per connettersi da remoto alla rete aziendale, con conseguenze finanziarie e legali sulle aziende che possono diventare disastrose.

Il comune buon senso.

Come in tutte le azioni rischiose, è necessario esercitare il comune buon senso; ripetendosi e applicando questo mantra, e utilizzando soluzioni di monitoraggio web, particolarmente utili alle piccole e medie imprese, è possibile difendersi nei momenti di maggior pericolo.

GFI ricorda alcune procedure utili a prevenire cali nella produttività, controllare il consumo di banda e rendere sicure le procedure aziendali:

o   Insegnare (o ricordare) ai dipendenti le best practice della navigazione in rete: se una ricerca online conduce a un link sconosciuto, non va assolutamente cliccato.

o   Tenere traccia della navigazione in rete dei dipendenti;  anche la persona con le migliori intenzioni potrebbe avere la tentazione di navigare siti pericolosi.

o   Bloccare i siti che utilizzano un elevato volume di banda per i file video e audio e stilare una blacklist di siti pericolosi per la sicurezza o, addirittura,  illegali.

o   Stabilire policy che consentano ai dipendenti di navigare determinati siti solo in alcune ore del giorno, per un limitato periodo di tempo o utilizzo di banda.