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Secondo un recente sondaggio realizzato da Vanson Bourne e commissionato da Intel Security, più della metà degli intervistati (54%) ha dichiarato di essere disposto a condividere i propri dati personali presenti nelle proprie Smart Home in cambio di denaro, e il 70% ritiene che buoni sconto e offerte speciali possano essere una congrua ricompensa in cambio di dati sull’utilizzo dei dispositivi intelligenti all’interno delle case intelligenti. L’indagine ha rilevato inoltre che il 77% degli intervistati ritiene che nel 2025 le case intelligenti saranno molto diffuse, come oggi gli smartphone, mentre il 66% si dice molto preoccupato che i dati presenti nelle smart home possano essere violati dai criminali informatici.

Il sondaggio “Internet of Things and the Smart Home” (“Internet delle Cose e Smart Home”) pubblicato oggi è stato condotto sulla base di interviste a 9.000 utenti finali provenienti da nove paesi: Australia, Brasile, Canada, Francia, Germania, India, Messico, Regno Unito e Stati Uniti.

“Le case intelligenti, e i dati che vi confluiscono, possono davvero migliorare la vita quotidiana,” ha affermato Steve Grobman, Chief Technology Officer di Intel Security. “La nostra indagine rivela come molte persone sarebbero disposte a condividere le informazioni personali racchiuse nelle “case intelligenti” in cambio di denaro o di buoni sconto, ma sono ancora comprensibilmente preoccupate per le minacce informatiche. La sicurezza deve essere considerata fin da subito in qualsiasi progetto legato all’Internet delle Cose e proprio per questo ne può favorire la diffusione.”

Gli intervistati si sono dimostrati universalmente preoccupati per le potenziali minacce alla sicurezza provenienti dalle smart home, con il 92% preoccupato che i propri dati personali possano essere manipolati da criminali informatici. Parallelamente, in un recente documento su temi analoghi, quasi la stessa percentuale di intervistati (89%) ha dichiarato che se vivessero in una smart-home, preferirebbero adottare un’unica soluzione di sicurezza integrata per proteggere tutti i dispositivi intelligenti della casa.

Secondo il 75% degli intervistati
le case intelligenti miglioreranno la qualità della vita,

ma il 66% è ancora molto preoccupato per gli aspetti di cybersecurity

Gli intervistati si sono dimostrati meno entusiasti degli attuali metodi di sicurezza come le password, con 4 su 10 che prevedono che le password saranno un problema per le case intelligenti, e i tre quarti (75%) che rivelano di essere un po’ in ansia per il numero di password che dovrà ricordare e gestire nelle smart home. Tuttavia, la biometria è stata apprezzata come alternativa per l’accesso ai dispositivi delle case intelligenti. Quando è stato chiesto di scegliere tra i vari tipi di sicurezza biometrica, il 54% ha preferito le impronte digitali, il 46% il riconoscimento vocale e il 42% le scansioni oculari.

“La sicurezza sembra essere una delle preoccupazioni principali in grado di frenare la diffusione delle smart home” ha aggiunto Giorgio Bramati, consumer partner manager di Intel Security. Ogni dispositivo in grado di connettersi a internet che entra nelle nostre case intelligenti è in grado di esporci a nuovi rischi. Un hacker che entra in una casa tramite un termostato o un frigorifero intelligente può causare danni proprio come un criminale informatico che entra in un PC. Vogliamo dare un messaggio forte a chi si sta impegnando nelle smart home e nell’Internet delle Cose: la sicurezza deve essere alla base: come delle solide fondamenta per case e cose intelligenti”. 

Tra i principali risultati emersi dallo studio segnaliamo:

  • Tra le generazioni coinvolte nel sondaggio, i Millennials (la cosiddetta Generazione Y, nata nel nuovo millennio, nota anche comeMillennial Generation, Generation Next o Net Generation) hanno indicato che potrebbero essere interessati a ricevere qualcosa in cambio della condivisione dei propri dati sull’utilizzo dei dispositivi domestici intelligenti (il 63% gradirebbe denaro, il 44% sconti e il 29% coupon).
  • I tre quarti degli intervistati (75%) considera che ci saranno vantaggi per tutti dalle smart home
  • I dispositivi intelligenti più comunemente considerati sono gli impianti di illuminazione intelligenti (73%), gli elettrodomestici da cucina intelligenti (62%) e i termometri o le caldaie intelligenti (60%).
  • Oltre la metà degli intervistati si aspetta che nelle smart home anche le spese saranno più basse, per gas ed elettricitità (57%) e per riscaldamento e raffreddamento (55%).

A corredo di questa ricerca, the Atlantic Council ne ha avviata una ulteriore cui è possibile prendere parte al seguente indirizzo: www.atlanticcouncil.org/publications/reports/smart-homes-and-the-internet-of-things  

Metodologia
La ricerca “Internet of Things and the Smart Home” è stata condotta nel mese di Luglio 2015 da Vanson Bourne,  un fornitore indipendente di ricerche di mercato specializzato nel settore tecnologico. Sono stati intervistati complessivamente 9.000 utenti finali a livello globale, tra cui 2.500 negli Stati Uniti, 1.000 nel Regno Unito, 1.000 in Francia, 1.000 in Germania, 1.000 in Brasile, 1.000 in India, 500 in Canada, 500 in Messico e 500 in Australia.