Download  

Share via email
Immagini

Logo McAfee

McAfee, parte di Intel Security, ha rilasciato oggi i risultati dello studio Safeguarding the Future of Digital Life in 2025 (Proteggere il futuro della vita digitale nel 2025) che prende in esame le opinioni e gli atteggiamenti di oltre 2000 consumatori a livello globale, di cui 350 nel nostro Paese, in merito allo stile di vita e alle tendenze tecnologiche. Lo studio ci offre uno spaccato sull’impatto della tecnologia nella vita delle persone, nelle case, nel luogo di lavoro, negli spostamenti, nei dispositivi indossabili (i cosiddetti wearable device), e nei dispositivi mobili e come le innovazioni tecnologiche che ci aspettiamo si intersecano con la sicurezza e privacy online.

Secondo gli intervistati, nel prossimo decennio la tecnologia e i dispositivi saranno in grado di migliorare considerevolmente l’esperienza nella gestione della vita domestica. Il 42% degli intervistati entro 11 anni prevede di stare in una casa in grado di parlare o leggere. Oltre il 75% ritiene che il frigorifero sarà in grado di aggiungere automaticamente alla lista della spesa gli alimenti che stanno per esaurirsi. La maggior parte degli intervistati (82%) è convinta che i sistemi di sicurezza di casa saranno collegati al proprio dispositivo mobile.PrivacyStudy_McAfee

“Man mano che la tecnologia, in particolare l’Internet delle cose, continua a progredire rapidamente e a connettere sempre più elementi della nostra vita quotidiana, ci accorgiamo che sempre più persone cominciano a preoccuparsi per l’impatto che questi cambiamenti avranno sulla loro sicurezza e sulla privacy”, ha dichiarato Raj Samani, VP, EMEA Chief Technology Officer, McAfee, parte di Intel Security. “Con questo studio, abbiamo cercato di far luce su questo aspetto e su quello che le persone si attendono in modo che anche il mercato possa integrare al meglio le nuove tecnologie e le future innovazioni senza tralasciare la sicurezza e la privacy online dei consumatori”.

Tra i risultati rilevanti emersi dal sondaggio, la ricerca fornisce un’idea di come gli italiani immaginano la sicurezza informatica, le tecnologie wearable e i mezzi di trasporto nel 2025. 

Cybersecurity
Secondo il sondaggio, il 42% degli italiani intervistati è preoccupato per come sarà lo stato della sicurezza informatica tra 11 anni. Oltre metà dei consumatori (53%) ha individuato nel furto di identità o di denaro e nella frode informatica le principali preoccupazioni. Questo non è un dato sorprendente, anche a seguito della diffusione quasi quotidiana di notizie riguardanti le violazioni subite da istituzioni finanziarie e commerciali. E di fronte al proliferare a ritmo serrato di innovazioni che rendono la nostra vita sempre più connessa, molte persone potrebbero sentirsi riluttanti a condividere informazioni personali o ad adottare le nuove tecnologie per paura di diventare vittima di un crimine informatico. 

Cybercrime
Lo studio ha anche rivelato che ben il 65% degli intervistati teme che nel prossimo decennio la propria famiglia possa essere vittima di un attacco da parte di un hacker mentre poco meno della metà (46%) ritiene che nel 2025 la propria famiglia potrà essere colpita da cyber-bulli. Timori che si devono all’aumento della probabilità di vivere in prima persona incontri negativi online man mano che si moltiplicano i siti di social networking e il numero delle persone che li frequentano. 

“La maggior parte delle persone ha appena iniziato a comprendere che i dati personali non sono una cosa eterea”, ha aggiunto Giorgio Bramati, Consumer Partner Manager di McAfee, part of Intel Security. “Anche se in generale non sono molti quelli che hanno già capito che cosa far sapere agli altri di tali dati, per esempio, noi non andiamo in giro per la stanza bisbigliando i dati della carta di credito. Perché lasciamo che questo avvenga online?”.

“Dato l’aumento delle preoccupazioni legate alla sicurezza, probabilmente la ricerca andrà verso un rafforzamento dei metodi di autenticazione, come ad esempio l’utilizzo di dati biometrici, quali le impronte digitali, i volti, le voci, gli occhi o addirittura le onde cerebrali”. 

Tecnologie wearable
Il 60% degli intervistati in Italia prevede che tra 10 anni il dispositivo più diffuso sarà un orologio intelligente e il 71% pensa che in generale i dispositivi indossabili saranno utilizzati comunemente. Il 59% prevede che gli elettrodomestici da cucina connessi saranno parte integrante della famiglia nel 2025. 

La tecnologia sul posto di lavoro
Nel prossimo decennio, i consumatori italiani prevedono di assistere a cambiamenti significativi nei loro ambienti di lavoro. Quasi uno su tre (27%) pensa che potrà lavorare da casa, il 74% immagina forme di intelligenza artificiale e robotica in grado di aiutarli nelle mansioni di lavoro, mentre il 54% ritiene che sarà in grado di accedere ai dati di lavoro tramite sistemi di riconoscimento facciale o vocale. Mentre è probabile che saranno prese maggiori precauzioni per garantire la protezione delle informazioni di lavoro sensibili, la robotica sul posto di lavoro può esporre le aziende a nuovi tipi di reati informatici. 

“E’ evidente che ci aspettiamo di più dai nostri dispositivi nel 2025 e anche dalle nostre postazioni di lavoro. L’introduzione di tecnologie indossabili e di altri elementi di intelligenza artificiale aiuterà a semplificare la nostra vita”, conclude Samani. “Mentre tutti siamo desiderosi di semplificare le nostre vite, stiamo anche iniziando a comprendere l’importanza di bilanciare la comodità con la necessità di sentirsi al sicuro”. 

Ulteriori risultati significativi:

Proteggere le risorse digitali

  • Entro il 2025, il 44% degli italiani prevede di sbloccare il proprio dispositivo mobile con la scansione degli occhi e il 32% con l’impronta del pollice. Una gran parte degli intervistati (88%) prevede di proteggere con maggiore impegno le proprie risorse digitali in futuro, dopo aver preso parte all’indagine. 

Pagamenti con il telefono … o con le impronte digitali

  • Quasi un quarto (23%) degli utenti ritiene che sarà in grado di effettuare pagamenti utilizzando la propria impronta digitale, mentre il 33% prevede che userà il proprio dispositivo mobile. Il 22% prevede di pagare ancora con carta di credito o di debito. 

V come verde e viabilità

  • L’89% degli intervistati pensa che nel 2025 si sposterà a bordo di un’auto elettrica e il 46% preferirà un veicolo ibrido. Più del 67% dei consumatori pensa che nel 2025 saranno disponibili modelli di auto condotti totalmente da un pilota automatico. 

Un’App come medico personale

  • Il 69% degli italiani intervistati ritiene che un dispositivo indossabile invierà dati di salute direttamente al proprio medico, prenotando automaticamente una visita presso l’ambulatorio. Il 41% ritiene che saranno possibili controlli di salute digitale online tramite sensori in grado di rilevare segni di malattia. 

Metodologia della ricerca:

La ricerca è stata condotta da MSI Research tramite un questionario online su 353 cittadini italiani di età compresa tra i 21-65 anni durante il mese di Agosto 2014.