Share via email

Logo Micro Focus

E metà di questa cifra può essere risparmiata semplicemente modernizzando le infrastrutture, evitando così gli impatti economici e produttivi dei downtime. 

La società di consulenza KPMG ha comunicato i dati di una recente ricerca condotta in UK sul tema della modernizzazione dei sistemi informatici. I risultati emersi quantificano i danni che derivano, in termini economici e di produttività, da un approccio di tipo “rip and replace” – ovvero sostituendo i sistemi esistenti per fronteggiare le nuove sfide tecnologiche – rispetto ad un’evoluzione dell’esistente.

Rimpiazzare sistemi IT consolidati, che contengono milioni di linee di codice e un patrimonio di expertise accumulato in oltre 30 anni – come IP aziendali o informazioni sui clienti – può risultare un processo molto complesso, costoso e sicuramente rischioso.

Il solo prezzo dei downtime causati da errori o mancanze dovrebbe far riflettere attentamente sull’opportunità di percorrere questa strada: una media di 410.000 sterline (oltre mezzo milione di euro) di costi e un impatto sull’attività lavorativa di circa 776.000 persone solo negli ultimi 12 mesi per riscritture fallimentari.

Gli analisti ritengono che oltre la metà di questi costi potrebbe essere evitata adottando un approccio diverso. “Modernizzare le infrastrutture anziché riscriverle permette di salvaguardare il valore racchiuso in tecnologie consolidate e affidabili, mettendo le aziende al riparo dai rischi o danni causati dal cambiamento” – ha dichiarato ha dichiarato Giuseppe Gigante, Regional Marketing Manager IGME di Micro Focus – “Durante la prima fase di un progetto di modernizzazione è fondamentale acquisire una visione completa del portafoglio applicativo, per stabilire dove sia necessario effettuare un upgrade, testando poi le applicazioni in un ambiente nuovo e più moderno. L’analisi dei requisiti ricopre in questo senso un ruolo fondamentale, perché permette di condividere in un’unica piattaforma le esigenze di business allineandole alle risorse tecnologiche; in questo modo si identifica rapidamente quanto può essere effettivamente riutilizzato e cosa deve essere invece riscritto, riducendo anche i costi legati alla successiva manutenzione delle applicazioni. Questo approccio ha dimostrato di rendere più rapidi i progetti di sviluppo dei sistemi aziendali del 40%, con impatti estremamente positivi sulla produttività e senza alcuna ricaduta sulle attività lavorative”.