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Il sei settembre scorso è stato inaugurato il nuovo Refuge du Goûter, il rifugio alpino situato a più elevata altitudine in Francia; l’inaugurazione, cui ha presenziato il ministro francese per l’ambiente, lo sviluppo sostenibile e l’energia Segolene Royal, era stata preceduta il 4 settembre dall’arrivo di sei cordate composte da autorità locali, membri di FFCAM e dipendenti Schneider Electric, cimentatesi nella prima salita al rifugio.

Un rifugio dalle caratteristiche di sostenibilità fuori dell’ordinario

Certificato HQE (Haute Qualité Environnementale) e unico al mondo grazie alle tecnologie utilizzate,il rifugio si erge a quota 3.835 metri; è l’ultimo rifugio prima di raggiungere il Monte Bianco seguendo la via di arrampicata detta “traversata reale” . Schneider Electric ha mobilitato i suoi team per creare una soluzione adatta alle condizioni estreme di questo progetto eccezionale. Le soluzioni tecnologiche implementate consentono di gestire tutte le risorse e l’energia nel rifugio, garantendo agli occupanti una permanenza sicura e confortevole e permettendo di trasformare, distribuire e gestire sia l’energia elettrica, sia l’energia termica. Grazie al sistema di controllo centralizzato, è possibile controllare lo stato degli impianti, monitorare la produzione e i consumi di energia in tempo reale, sia sul posto sia da remoto.

Il rifugio può ospitare fino a 120 persone; è un edificio a quattro piani con una struttura in legno avvolta in acciaio inossidabile, ed è autosufficiente dal punto di vista energetico. Varie fonti energetiche sono utilizzate: pannelli solari, un generatore a biomasse, un sistema di accumulo a batteria. Questo progetto eccezionale, per la posizione, l’altitudine, la natura particolare dell’edificio ha richiesto un impegno elevatissimo a tutti i partner, che hanno saputo creare un edificio sano, efficiente e con il minimo impatto ambientale.

Luc Remont, il Presidente di Schneider Electric France, ha dichiarato: “ Per le condizioni estreme in cui il progetto è stato realizzato – venti violenti, temperature molto basse, isolamento – si è trattato di una vera sfida, tecnica e umana. Il nostro personale ha messo in campo il meglio della propria esperienza e professionalità per offrire soluzioni affidabili e adeguate. E’ un impegno assolutamente in linea con il programma per diffondere la consapevolezza sui temi dello sviluppo sostenibile che portiamo avanti con la nostra Fondazione Schneider Electric; questo rifugio per noi è un progetto di alto valore simbolico”.