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Schneider Electric,  lo specialista globale nella gestione dell’energia e nell’automazione, insieme a European Policy Centre, un think tank non profit e indipendente supportato dalla Fondazione Re Baldovino, annunciano la creazione di Energy Povertt Task Force: una iniziativa per prendere in carico le sfide legate alla povertà energetica nell’Unione Europea. La presentazione di questa task force si è tenuta a Bruxelles il 26 gennaio scorso, alla presenza del Vice Presidente dell’Unione Europea con incarico per l’energia Maroš Šefčovič.

La povertà energetica riguarda quei cittadini di paesi con economie mature che non hanno un accesso normale e regolare all’energia che serve loro per le esigenze domestiche di base – ad esempio per riscaldarsi, per usare apparecchi elettrici, per cucinare. Questo avviene per una serie di concause: basso reddito, costi elevati dell’elettricità, residenza in edifici con caratteristiche di efficienza energetica insufficienti.

Ad esempio in Italia uno studio curato dall’Associazione Bruno Trentin, SPI e Federconsumatori, il  “Rapporto Fuel Poverty, definizione dimensione e proposte di policy per l’Italia” ha definito in povertà energetica tutte quelle famiglie che spendono oltre il 10% del proprio reddito per poter consumare energia, e secondo l’Autorità per l’Energia, il Gas e i Servizi Idrici le famiglie in fuel poverty – quelle aventi diritto al bonus luce e gas – erano 3 milioni nel 2014

La lotta alla povertà energetica nelle economie mature oggi è un tema importante di sviluppo, anto quanto l’accesso all’energia nei paesi emergenti. Bisogna migliorare la vita quotidiana delle persone, offrendo allo stesso tempo soluzioni che tengano conto della lotta al cambiamento climatico.

Schneider Electric è un’azienda che si pone sul mercato in modo socialmente responsabile, ed ha una specializzazione nella gestione dell’energia: per questo fin dal 2013 ha lanciato un suo programma per combattere la povertà energetica nelle economie mature. Il Gruppo mira ad alimentare un ciclo virtuoso impegnandosi su tre aree: l’educazione, gli investimenti e la tecnologia. Per operare in modo ancora più efficace, ha deciso di collaborare con European Policy Center per formare la Energy Poverty Task Force e prendere in carico il tema a livello europeo, partendo da un punto di vista che l’azienda ha espresso anche in un documento pubblicato alla fine del 2015, intitolato Resolving Energy Poverty in Europe, Understanding the Initiatives and Solutions.

In parallelo. Schneider Electric con la sua Fondazione si è già attivata con numerose iniziative, come parte del suo programma per combattere la povertà energetica. A novembre 2015 la Schneider Electric Foundation, sotto l’egida di Fondation de France, si è unita alla piattaforma per la lotta alla povertà energetica creata in Belgio dalla Fondazione Re Baldovino. Schneider Electric e la Fondazione offriranno soluzioni di gestione dell’energia alle famiglie interessate dal problema in Belgio. In precedenza in Francia, in occasione dell’edizione 2014 del Solar Decathlon Europe, Schneider Electric aveva presentato un concept di social housing sostenibile e innovativo per il progetto Habitat pour tous face à l’urgence” (“Emergency housing for all”), pensato per l’associazione non profit Habitat et Humanisme, e realizzato in associazione con l’agenzia pe l’impiego La Varappe.Si tratta di case progettate a partire da container, totalmente riciclabili e dotate della soluzione per l’efficienza energetica Wiser di Schneider Electric, che permette di gestire i consumi dell’energia.

Infine a Settembre 2015 la Fondazione Schneider Electric e Ashoka hanno lanciato la call for project Social Innovation to Tackle Energy Poverty per incoraggiare lo sviluppo di innovazione sociale rivolta al migliorare le condizioni di vita di milioni di persone in sei paesi europei fra cui l’Italia. Il 7 dicembre scorso i due partner hanno proclamanto 14 vincitori che riceveranno supporto diretto per sviluppare i loro progetti.