Autore: admin
• sabato, 20 febbraio, 2010

schema del viraleLa sensazione è che i responsabili marketing siano attratti dall’idea del virale. Del resto il concetto è da tempo sulla bocca di tutti. Basso costo, alta efficacia (quando si diffonde, ovvero funziona), creatività. Il problema è: difficile creare una comunicazione con caratteristiche virali (così curiosa, particolare o divertente) in aziende BtoB dove la comunicazione difficilmente esce dai canoni istituzionali. L’ironia (soprattutto l’autoironia) non è nel DNA delle aziende BtoB.

Le guidelines ufficiali impongono lo stile elegante e formale. Il target (tra cui serissimi CEO, CIO, responsabili acquisti e human resources) non è in effetti abituato a scherzare sul lavoro. Però i margini ci sarebbero, perlomeno per tentare esperimenti. Per i quali serve coraggio.

Qualcuno lo trova (è capitato all’agenzia newAd, e l’autore ne trae delle riflessioni nel suo blog). Qualcuno rimane perplesso (è il caso di Jeffrey L. Cohen che ne parla in un articolo sul suo blog). A pensarci un attimo, il problema è che prima di dedicarsi al virale, un’azienda BtoB dovrebbe aver fatto un bel po’ di passi (ed esperienza) nel web marketing, che comprende un approccio aperto, flessibile, sperimentale alla comunicazione. E un’abitudine a seguire tutti i passaggi e la relativa misurabilità di ciò che avviene sulla rete.

Se invece si vuole non solo sperimentare, ma anche esagerare, vedi cosa ha fatto un’azienda di produzione di sanitari svedese ;-)

Puoi seguire le risposte a questo articolo tramite l'apposito Feed RSS: RSS 2.0. Puoi commentare, o usufruire del trackback dal tuo sito.
Aggiungi un commento