Archivio per ◊ marzo, 2010 ◊

Autore: admin
• martedì, 30 marzo, 2010

Immagine di accompagnamento: videocamera Le azienda da sempre usano lo strumento delle case history (case study, storie di successo, chiamatele come preferite) come strumento di PR, marketing, comunicazione. Con un’intervista ad un cliente, si dimostra il reale funzionamento dei servizi e dei prodotti, e si illustra il funzionamento concreto di ciò che si vende. Ora, dopo anni di case history testuali, utilizzate principalmente (ma non solo) sul web in formato PDF (e qualche volta stampate, o pubblicate dalle riviste) e’ molto, molto sensato averle anche in formato video. E’ sufficiente che un operatore riprenda l’intervista, la monti con una sintesi tagliata per il web, ed ecco che tutti i vantaggi del video (che ne hanno decretato il successo su Internet) sono a disposizione del cliente.

La case video puo’ prevedere solo un minimo di sottofondi musicali e di scritte dove servono, ma parliamo di un montaggio da fare in poche ore, per tenere bassi i costi di produzione. Piuttosto, e’ utile impegnarsi dopo, nelle attivita’ di videoblogging, non limitandosi a youtube.

Si possono anche estrarre due o tre dichiarazioni del cliente, da usare come ‘quote’ rapide (pochi secondi) da inserire dove serve, o da fornire ai giornalisti in casi di azioni PR. Oppure da montare insieme ad altre dichiarazioni, per creare dei video che mescolino vari elementi nel contesto di una comunicazione istituzionale o promozionale.

Insomma, gli utilizzi di un girato video quando si realizza la case history sono molteplici, ed il rapporto costi/benefici per l’azienda che lo commissiona e’ ottimo. Si tratta piu’ che altro di abituare i responsabili marketing a pensare in termini video in casi in cui erano abituati a pensare solo in ‘modalita’ testuale’.

Autore: Daniela
• mercoledì, 24 marzo, 2010

Forse avrete già sentito parlare di “article marketing” e magari vi state chiedendo a che cosa si riferisca questo termine tanto comune per chi si occupa di SEO e non solo.

I cosiddetti “article marketing” altro non sono che brevi  articoli scritti per il web allo scopo di promuovere i più svariati beni o servizi.

Il concetto che sta alla base di questa pratica marketing è molto semplice: si scrive un breve articolo su uno specifico argomento e lo si pubblica su una delle numerose piattaforme del web che accettano questo genere di post, all’interno del testo si inserisce un link al proprio sito, le persone leggono l’articolo e visitano il sito. Ma non è tutto. Alla base dell’article marketing vi è la teoria della “link popularity”, ovvero l’idea di aumentare il numero di link in entrata verso un determinato sito per migliorarne la popolaritĂ  in rete. continua…

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Autore: Daniela
• martedì, 23 marzo, 2010

Social Media

Quando si parla di Social Media e di come le aziende e le persone utilizzano questi canali per fare marketing, si fa quasi sempre riferimento ad una relazione tra azienda e utente finale. Tuttavia, i social media stanno dando una grossa spinta anche al marketing B2B. In base ad un recente studio pubblicato su eMarketer, il 60% dei marketing manager B2B stanno programmando un aumento dell’investimento nel Social Media Marketing per i mesi a venire.

Persino social network originariamente ben lontani dal mondo B2B, come Twitter e Facebook possono ora offrire grandi opportunitĂ  per questo segmento di mercato.

A volte l’approccio è quello che si utilizzerebbe per il marketing B2C, altre volte, invece, il B2B richiede una strategia personalizzata.

Capire come sfruttare al meglio il Social Media per il marketing B2B può non essere un compito facilissimo, ma esistono alcuni trucchi che possono aiutare a seguire la strada giusta! continua…

Autore: Daniela
• mercoledì, 17 marzo, 2010

Che cosa fareste se veniste a sapere di aver contratto una malattia contagiosa e di dover restare in quarantena per parecchi mesi? Beh, la maggior parte delle persone probabilmente inizierebbe a disperarsi e a piangere, ma non Christiaan Van Vuuren (a.k.a. The Fully Sick Rapper), che invece ha deciso di realizzare una serie di video rap virali che stanno spopolando sui social network di tutto il mondo e che hanno lanciato il giovane cantante australiano nel firmamento delle star di internet.

Se siete dei frequentatori dei siti di video sharing, probabilmente vi sarĂ  giĂ  capitato di vedere i video in questione, inclusi alcuni rap in cui Christiaan ironizza sulla spiacevole situazione di trovarsi in quarantena per essersi ammalato di tubercolosi.

Christiaan Van Vuuren (a.k.a. The Fully Sick Rapper)

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Autore: Daniela
• venerdì, 12 marzo, 2010

Da Facebook a Twitter fino a YouTube, non c’è limite al numero di siti di social networking che possono essere sfruttati per interagire con i clienti e per costruire una brand awareness positiva.

LinkedIn si posiziona fuori dal coro. I social network piĂą popolari, come YouTube e Facebook sono nati sulla base dell’intrattenimento e hanno una connotazione di tipo ludico, mentre Linkedin – sin dalla sua creazione – si è orientato verso i contatti di tipo professionale. continua…

Autore: Daniela
• martedì, 09 marzo, 2010

Secondo quanto riportato in un post di eMarketer, gli investimenti nel Social Media Marketing – sia nel B2C che nel B2B sono notevolmente aumentati negli ultimi mesi e continueranno a farlo per i prossimi 5 anni. Tutto ciò non dovrebbe sorprendere, dato che i marketing manager stanno modificando il loro mix per il 2010, cercando soluzioni a basso costo per diffondere i loro messaggi.  Secondo i sondaggi, ci si aspetta un aumento nella spesa per il Social Media Marketing di circa il 20% del budget iniziale.

Investimenti nel Social Media Marketing - US

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Autore: Daniela
• venerdì, 05 marzo, 2010

Le aziende estraggono dati dai Social Media per ottenere un dossier sugli utenti. Attraverso le informazioni raccolte da Facebook, Twitter, blog, forum e altri siti del genere è possibile delineare un quadro molto preciso del proprio target. L’ennesimo esempio che ci ricorda quanta attenzione dobbiamo prestare a ciò che postiamo e alle nostre connessioni.

Jules Polonetsky, direttore e co-fondatore di Future of Privacy Forum, sostiene che gli utenti non hanno la minima idea del fatto che un commento lasciato in un blog verrĂ  aggiunto ad un database per scopi non meglio precisati.

Polonetsky dice che aggregatori come Rapleaf Inc. raccolgono informazioni sui singoli individui che poi rivendono alle aziende interessate a conoscere i propri clienti e il loro comportamento in rete.

La giornalista finanziaria Erica Sandberg, che si è occupata del caso CreditCards.com in merito all’acquisizione di dati dai social media, ha detto che se una societĂ  di “data mining” è in grado di trasformare in un modello comportamentale degli interventi sui social network e delle connessioni e se può dimostrare che questo modello ha un valore, allora non si può evitare di considerare tali dati un aiuto prezioso per le aziende. La Sandberg dice che si tratta soltanto di informazioni che tutti possono utilizzare. continua…

Autore: Daniela
• mercoledì, 03 marzo, 2010

Alla fine dello scorso anno, B.L. Ochman ha notato che esistevano più di 16.000 sedicenti guru dei Social Media soltanto su Twitter. Ma la cosa sorprendente è che il  numero delle persone interessate è ancora più grande.

Consideriamo le ragioni di questo interesse:

I soldi del marketing stanno andando nella direzione dei Social Media

L’investimento nei social media sta andando incontro ad un trend di crescita che lo farĂ  passare dai 716 milioni di dollari spesi nel 2009 ad un totale di 3,1 miliardi dollari nel 2014 (pari a un tasso di crescita annuo composto del 34%). continua…