• martedì, 30 marzo, 2010
Le azienda da sempre usano lo strumento delle case history (case study, storie di successo, chiamatele come preferite) come strumento di PR, marketing, comunicazione. Con un’intervista ad un cliente, si dimostra il reale funzionamento dei servizi e dei prodotti, e si illustra il funzionamento concreto di ciò che si vende. Ora, dopo anni di case history testuali, utilizzate principalmente (ma non solo) sul web in formato PDF (e qualche volta stampate, o pubblicate dalle riviste) e’ molto, molto sensato averle anche in formato video. E’ sufficiente che un operatore riprenda l’intervista, la monti con una sintesi tagliata per il web, ed ecco che tutti i vantaggi del video (che ne hanno decretato il successo su Internet) sono a disposizione del cliente.
La case video puo’ prevedere solo un minimo di sottofondi musicali e di scritte dove servono, ma parliamo di un montaggio da fare in poche ore, per tenere bassi i costi di produzione. Piuttosto, e’ utile impegnarsi dopo, nelle attivita’ di videoblogging, non limitandosi a youtube.
Si possono anche estrarre due o tre dichiarazioni del cliente, da usare come ‘quote’ rapide (pochi secondi) da inserire dove serve, o da fornire ai giornalisti in casi di azioni PR. Oppure da montare insieme ad altre dichiarazioni, per creare dei video che mescolino vari elementi nel contesto di una comunicazione istituzionale o promozionale.
Insomma, gli utilizzi di un girato video quando si realizza la case history sono molteplici, ed il rapporto costi/benefici per l’azienda che lo commissiona e’ ottimo. Si tratta piu’ che altro di abituare i responsabili marketing a pensare in termini video in casi in cui erano abituati a pensare solo in ‘modalita’ testuale’.