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Settimana politicamente impegnativa anche su Twitter, dove gli hashtag dedicati alle tematiche politiche hanno decisamente imperversato. Al centro della scena, il sempre variopinto mondo del Movimento 5 Stelle e il referendum costituzionale, ma anche tanti altri argomenti decisamente più leggeri come il World Smile Day e l’infortunio di Arek Milik.

#Pizzarotti: un inizio di settimana col botto! Ecco come potremmo definire lunedì 3 ottobre, giorno in cui Federico Pizzarotti, colui che è stato il precursore di tutti i sindaci pentastellati, ha lasciato il Movimento 5 Stelle dopo centoquarantaquattro giorni di sospensione, a suo dire illegittima. Pizzarotti era stato sospeso in seguito a un’inchiesta per abuso di ufficio cui era stato sottoposto dalla magistratura, ma a metà di settembre il Tribunale di Parma ha archiviato il procedimento. Da quel momento non una parola, non un accenno di solidarietà e nessun passo indietro da parte del Movimento. Così, lo scorso lunedì, Pizzarotti ha deciso di andarsene sbattendo la porta, annunciando la sua decisione nel corso di una conferenza stampa al vetriolo in cui ha duramente criticato Grillo, il Movimento e il suo deficit democratico. Su Twitter si è scatenato un vero e proprio fuoco incrociato, sull’#Pizzarotti, fra coloro che hanno appoggiato la scelta del sindaco di Parma, i critici del Movimento, e i fedelissimi di Grillo e compagni, che da tempo non vedevano di buon occhio il primo cittadino parmense.

#Cucchi: 22 ottobre 2009, Stefano Cucchi muore all’ospedale Pertini di Roma dopo essere stato arrestato sei giorni prima per droga. Sette anni dopo, a conclusione dell’ennesima perizia richiesta per appurare la causa della morte, gli esperti nominati dal Gip hanno stabilito che il decesso del giovane è stato determinato da un improvviso attacco di epilessia. Martedì scorso, questo nuovo capitolo di questa storia infinita che non fa trovar pace alla famiglia Cucchi, è diventato il protagonista indiscusso di ogni mezzo di comunicazione e di ogni social media. Anche il popolo di Twitter, attraverso l’#Cucchi, ha voluto esprimere la propria posizione su questa tragica vicenda, che rappresenta una delle pagine di cronaca più discussi degli ultimi anni. Molti sono stati coloro che hanno postato la foto di un manganello accompagnato dalla scritta epilessia, per sottolineare che i lividi che ricoprivano il corpo di Stefano Cucchi al momento del decesso non possono essere ricollegati all’epilessia, ma a ben altri fattori.

#Benigni: Benigni si schiera per il sì al referendum costituzionale ed è subito polemica. Lui che aveva fatto il picco di ascolti in prima serata decantando la bellezza della nostra Costituzione, lui che era stato il principale bacchettatore dei governi di destra che a più riprese avevano tentato di modificare la nostra carta costituzionale, alla fine proprio lui ha ceduto a Renzi. Ecco più o meno dev’essere stato questo quello che hanno pensato i tanti tweeter italiani che hanno cinguettato sull’#Benigni, esprimendo perlopiù il loro dissenso nei confronti del comico toscano e del suo cambio di rotta. Le politiche sono state abbastanza feroci e non hanno risparmiato nessuno dei protagonisti della telenovela referendaria. Da Renzi alla Boschi, passando ovviamente per Roberto Benigni, tutti sono stati chiamati in causa sul social dell’uccellino, che di certo fino al 4 dicembre non mancherà di riservarci altri hashtag dedicati al tanto discusso referendum costituzionale.

#Findus: una settimana sotto i riflettori quella del Movimento 5 Stelle. Dopo l’addio di Pizzarotti lunedì 3 ottobre, giovedì 6 i pentastellati sono tornati a occupare loro malgrado i primi posti dei trending topic italici a seguito del tentativo di boicottaggio, lanciato da Grillo, nei confronti di alcune aziende colpevoli di occupare gli spazzi pubblicitari de “L’aria che tira”, programma di La7 ritenuto ostile al Movimento. Fra le aziende “scomunicate” da Grillo anche la Findus, l’azienda che produce i bastoncini di merluzzo e i sofficini più famosi del mondo. Ovviamente l’esternazione grillina ha causato una vera sommossa popolare, degenerata nella totale derisione per l’iniziativa. Perché va bene la critica politica, ma il Capitan Findus e Carletto non si possono proprio toccare.

#giornatamondialedelsorriso: un sorriso, ecco quello che ci voleva per terminare al meglio la settimana lavorativa. Venerdì 7 ottobre, il World Smile Day ha invaso anche gli account dei tweeter italiani con l’hashtag #giornatamondialedelsorriso. In effetti, dopo una settimana quasi interamente dedicata alla politica, un po’ di leggerezza era proprio necessaria. E cosa potrebbe esserci di meglio di un sorriso per salutare l’arrivo del tanto agognato weekend?

#taleequaleshow: la mattinata di sabato ha visto imperversare l’# dedicato alla trasmissione condotta da Carlo Conti, “Tale e quale show”, in cui personaggi più o meno famosi imitano i grandi cantanti della musica italiana e mondiale. Venerdì il programma ha fatto registrare un nuovo record di ascolti e come di consueto, il giorno dopo, il popolo di Twitter si è dato appuntamento sul social dell’uccellino per commentare a freddo le esibizioni della serata. Fra le performance più acclamate quella di Leonardo Fiaschi, che ha interpretato “Sei nell’anima” di Gianna Nannini e l’esibizione di Deborah Iurato trasformatasi per una sera in Laura Pausini.

#Milik: Arkadiusz “Arek” Milik si infortuna al legamento crociato e i tifosi del Napoli, ma in generale tutti gli appassionati di calcio, si sono spesi in tweet di supporto per il giovane attaccante polacco. Dopo gli esami di controllo, è emerso che la stella del Napoli dovrà stare lontano dai campi da calcio almeno per quattro mesi, lasciando un grande vuoto nella formazione partenopea e un grosso punto interrogativo per l’allenatore Sarri. L’hashtag dedicato a Milik è stato a lungo in vetta ai trending topic di domenica e questo dimostra senza dubbio l’affetto dei tifosi per il campioncino di Tychy. E anche noi vogliamo unirci al coro degli appassionati per augurare a #Milik una pronta guarigione.