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Un incontro tra professionisti HR per conoscere come la piattaforma formativa MAAM possa consentire una migliore sinergia tra vita-lavoro delle proprie persone. Tra gli ospiti, grandi clienti che hanno rilasciato le loro testimonianze. Annunciato anche in anteprima nazionale il report di Ashoka e McKinsey & Company, in cui MAAM è l’unica best practice italiana che prepara i collaboratori all’era dell’automazione e della digitalizzazione, attraverso lo sviluppo delle soft skill più preziose.

Milano, 12 giugno 2018. Si è tenuto ieri il primo MAAM LAB del 2018, l’evento di Life Based Value (LBV) riservato esclusivamente ai professionisti HR.

Life Based Value, fondata nel 2015 da Riccarda Zezza, Andrea Vitullo, Giuseppe Donagemma e Giacomo Neri, è la startup innovativa che opera nel settore delle Risorse Umane e che promuove MAAM, il primo programma al mondo che, grazie a un metodo proprietario, trasforma la genitorialità in un master nello sviluppo delle soft skill.

Negli ultimi 2 anni, oltre 40 aziende come Barilla, BCG, Danone e Zeta Service – tra gli ospiti dell’evento – hanno abbracciato il programma MAAM con l’obiettivo di valorizzare i propri dipendenti in un momento di profonda trasformazione della loro vita.

 

Riccarda Zezza, CEO di Life Based Value ha aperto il MAAM LAB milanese, spiegando le origini e la nascita di questo progetto: l’idea di creare MAAM è nata da un’esperienza personale, dove per il mio datore di lavoro la multidimensionalità era un problema. Durante l’apertura anche Andrea Vitullo, co-creatore di MAAM, ha spiegato alla platea come durante il suo percorso da formatore abbia riscontrato la difficoltà di alcuni uomini nel dichiarare esplicitamente la propria affettività verso figli o persone di cui si stavano prendendo cura. È da qui, da queste due esperienze personali, che è nata l’idea di creare una piattaforma innovativa che trasforma la maternità e la paternità in un master di competenze chiave per la crescita professionale.

 

“I figli ti obbligano a tornare con i piedi per terra e questo è un valore che la nostra società non può perdere” continua Riccarda Zezza. “Con MAAM si attiva il principio della transilienza, che elimina le barriere tra i vari ruoli che una persona incarna – a casa, al lavoro, come genitore, figlio, marito o moglie. Le competenze sono le stesse, perché si è sempre la stessa persona sia a casa che sul posto di lavoro. Noi vogliamo che le persone possano permettersi di essere se stessi, sempre”.

 

“Esiste un paradigma culturale che occorre cambiare nel tempo e proprio le aziende sono gli attori principali che posso portare questo cambiamento” conclude Zezza. A testimonianza di questa tesi, durante l’evento sono intervenuti diversi clienti che hanno adottato al loro interno il programma, dimostrando come tra le aziende ci sia la volontà di rendere sempre più sinergico il vita-lavoro.

Qui di seguito le loro testimonianze:

Sonia Malaspina –  HR Director di Danone: “Da un viaggio iniziato in Mellin nel 2011, abbiamo sempre dato attenzione e valore ai dipendenti con figli. Ricordo come avevo annunciato con timore la mia maternità, ma l’azienda si era dimostrata molto aperta e sensibile alla tematica femminile. Questo mi ha spronato per dedicarmi ancora di più nella creazione di progetti pensati ai dipendenti genitori e ho creato così le 10 regole base per la mia azienda per supportare maternità e paternità. Da lì è nato un progetto che è andato in tutto il mondo Danone (coinvolgendo più di 100.000 persone). Tra i programmi di formazione, poi, è entrata anche MAAM. L’aver deciso di adottare questa piattaforma innovativa ha prodotto dei risultati molto soddisfacenti: il risultato più importante è che da noi il 42% delle donne che rientrano dalla maternità ottiene una promozione. Bisogna creare una forza lavoro che sia sempre desiderosa di crescere e migliorarsi; con MAAM puoi misurare le competenze prima e dopo, e le persone divengono responsabili della propria formazione”.

 

Marta Santoni, IGT Career Development Specialist di BCG: “Il work-life balance è una tematica importante. In BCG il 40% dei collaboratori è donna e l’età media dei dipendenti è di 30 anni. Anche in considerazione di ciò, abbiamo la responsabilità di pensare al futuro e MAAM è vissuto proprio come strumento di crescita. MAAM dà delle opportunità di crescita per entrambi i genitori (a dire il vero, la percentuale maschile che utilizza il programma è superiore a quella femminile) durante il periodo più importante della loro vita”.

 

Daniela Sorrentino, HR Manager di Barilla: “Ho iniziato a lavorare intensamente su Inclusion e Diversity circa 6 anni fa. Il motivo per cui abbiamo scelto MAAM? Non ce n’è uno solo. Avevo il sogno di cambiare la cultura della genitorialità in azienda e MAAM ne è il motore. MAAM è molto più che gender diversity: è un modo per insegnare alle aziende ad accettare la multidimensionalità delle persone. Occorre includere tutti i dipendenti in questi programmi e lavorare su competenze come capacità di adattamento, imprenditorialità, empatia, intelligenza emotiva. Tutto ciò è indispensabile per affrontare le sfide che la trasformazione digitale pone”.

 

Silvia Bolzoni, CEO di Zeta Service:Da imprenditrice, penso che l’attenzione alle persone sia una qualità fondamentale delle aziende. Prima del cliente ci sono le persone che lavorano per l’azienda e da mamma so cosa significa gestire vita privata e lavorativa. Ciò che più mi piace è poter dare la libertà al dipendente nel proprio lavoro. Ciò che conta è il risultato. Mancava MAAM, e quando ho saputo del programma formativo da un cliente, ho subito voluto approfondire e inserirlo nei programmi dell’azienda. Da noi le maternità si festeggiano”.

 

Diverse sono state le testimonianze dei dipendenti delle aziende ospiti all’evento MAAM, dove è emerso come questo programma li abbia aiutati a capire e a migliorare le competenze che stanno acquisendo nella loro esperienza di genitore e di come sia facile impiegarle poi in ambito lavorativo.

 

Il professore Luca Solari, Direttore Master of Science in Management of Human Resources and Labour Studies presso l’Università degli Studi di Milano, è intervenuto a conclusione dei lavori, sottolineando come occorre dare spazio e libertà ai dipendenti per cercare di far emergere quell’unicità che appartiene a ogni individuo. “Noi siamo unici e irripetibili, ma d’altra parte ci sono organizzazioni che tendono a condizionarci, orientarci. La nostra missione è cercare e creare. L’organizzazione diventa così un progetto collettivo che nasce dall’individualità. In un’azienda, libertà e gestione non devono diventare un ossimoro.”

Durante l’evento è stato annunciato in anteprima nazionale il report di Ashoka e McKinsey & Company “The Skilling Challenge”, dove MAAM è l’unica best practice italiana. In un’epoca in cui le competenze tecniche e digitali assumono rilievo, è nei progetti come MAAM che si possono individuare nuovi modelli di formazione di competenze soft e human, che consentono un vero e proprio cambiamento di mentalità, rivolgendosi a tutti i dipendenti, a ogni livello organizzativo.

Riccarda Zezza conclude l’evento dichiarando “Il mondo del lavoro è profondamente cambiato. I Millennials sono nati da genitori entrambi lavoratori che, spesso, vivono la maternità e la paternità come un ostacolo alla propria realizzazione professionale. Oggi le vecchie regole non valgono più. MAAM aiuta a cambiare i vecchi paradigmi culturali consentendo alle organizzazioni e alle persone di mettere in luce quelle soft skill che si sviluppano con la genitorialità e a impiegarle anche in ambito lavorativo.