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Immagini

Milano, 5 settembre 2018 – McAfee, azienda specializzata nella sicurezza informatica dal singolo dispositivo al cloud, annuncia oggi i risultati di un recente sondaggio, The Age of Consent, dedicato alle problematiche relative alla pubblicazione online delle foto di bambini. Dai risultati del report emerge che il 30% dei genitori pubblica sui social media una foto o un video del proprio bambino almeno una volta al giorno, con il 12% che pubblica anche quattro o più volte al giorno: un segnale preoccupante dell’entità dell’esposizione dei bambini sul web. La maggior parte dei genitori ha identificato i seguenti problemi associati alla condivisione di immagini online, tra cui pedofilia (49%), stalking (48%), rapimento (45%) e cyberbullismo (31%), ma molti genitori (58%) non considerano nemmeno se il figlio è d’accordo sulla pubblicazione online della propria immagine. Infatti, il 22% dei genitori ritiene che il figlio sia troppo giovane per decidere se la propria immagine debba essere condivisa online, e un altro 19% ritiene che debba sempre essere il genitore a decidere.

Tuttavia, nonostante le preoccupazioni espresse, queste non si traducono in azione, dal momento che molti ammettono di includere ancora le informazioni personali e i dati personali dei bambini nelle immagini online. Ad esempio, la metà dei genitori intervistati ammette di avere o di voler condividere una foto del proprio figlio sui banchi di scuola, nonostante il rischio di esporre le informazioni personali. Ciononostante, è confortante vedere che la maggior parte (70%) dei genitori condivida foto di bambini solo su account di social media privati. Si tratta certamente di un buon primo passo, ma c’è ancora molto da fare affinché i genitori proteggano l’identità dei loro figli.

“Pubblicare foto e video sui social media è un ottimo modo con cui i genitori possono condividere con i propri cari ciò che sta accadendo nella loro vita”, ha dichiarato Gary Davis, chief consumer security evangelist di McAfee. “Tuttavia, l’indagine rivela che i genitori non stanno prestando sufficiente attenzione a ciò che pubblicano online e al danno che potrebbe arrecare ai loro figli. Se le immagini condivise finiscono nelle mani sbagliate, possono essere usate per raccogliere informazioni come data di nascita, indirizzo di casa, scuola o anche il nome completo del bambino, che potrebbero portare a cyberbullismo o anche al furto di identità”.

Mentre è chiaro che i genitori sono preoccupati per i rischi fisici per la sicurezza dei loro figli, i risultati del report indicano una preoccupazione minore per i rischi emotivi. Solo il 23% dei genitori teme che la pubblicazione di un’immagine del proprio figlio online possa turbare o suscitare ansia nel minore, e solo il 30% ritiene che il proprio figlio possa essere imbarazzato dall’immagine. Gli effetti collaterali sull’emotività dei bambini non devono essere sottovalutati. Secondo un sondaggio condotto da ComRes, più di un bambino su quattro tra i 10 e i 12 anni si sente imbarazzato, ansioso o preoccupato quando i genitori pubblicano le loro foto online. È interessante notare che le mamme sembrano considerare la possibilità di imbarazzare i bambini più dei papà, con il 45% di papà che ritiene che i loro figli passeranno sopra qualsiasi contenuto imbarazzante rispetto a solo il 14% delle mamme.

“Come genitore so quanto sia importante immortalare quei grandi momenti come il primo giorno di scuola con le immagini”, ha aggiunto Andrea Smith, esperto di tecnologia. “Anche se il desiderio di condividere queste preziose immagini con amici e familiari attraverso i canali social è alto, i genitori dovrebbero considerare i rischi emotivi e quelli di sicurezza della pubblicazione per conto dei loro figli. Oltre a mettere in imbarazzo i bambini, i genitori devono sapere che ciò può anche portare a problemi più seri in futuro. Invito i genitori a pensare due volte a ciò che condividono pubblicamente”.

Suggerimenti ai genitori per una condivisione sicura

Attenzione alla geolocalizzazione. Molti social network taggano la posizione di un utente quando viene caricata una foto. I genitori devono assicurarsi che questa funzione sia disattivata per evitare di rivelare la propria posizione. Questo è particolarmente importante quando si pubblicano le foto fuori casa.

Impostare regole di riservatezza. I genitori devono condividere le foto e gli altri post sui social media solo con il pubblico a cui sono destinate. Anche se servizi come Facebook e Instagram hanno caratteristiche che permettono di condividere i messaggi solo con connessioni confermate, tutto ciò che viene postato su un social network deve essere trattato come se fosse pubblico.

Stabilire regole di base con amici, familiari e bambini. Essere chiari con amici e familiari sulle linee guida quando si pubblicano le immagini dei minori. Queste regole possono aiutare a evitare situazioni indesiderate come se un parente che condivide le foto senza autorizzazione esplicita. Non dimenticate che queste regole di base dovrebbero applicarsi anche ai genitori per proteggere i bambini ritratti nelle immagini da imbarazzo, ansia e anche cyberbullismo.

Prendere il controllo delle proprie informazioni personali. Il numero di violazioni dei dati segnalate continua ad aumentare, così come la possibilità di furto di identità. Per i bambini che sono troppo piccoli per una carta di credito, i genitori dovrebbero bloccare il proprio accesso al conto per evitare qualsiasi uso non autorizzato. Una soluzione di protezione contro il furto d’identità come McAfee Identity Theft Protection può aiutare a proteggere in modo proattivo l’identità e i dati personali da un uso improprio.

Metodologia dell’indagine

McAfee ha commissionato a OnePoll un sondaggio che ha coinvolto 1.000 genitori di bambini di età compresa tra 1 mese e 16 anni negli Stati Uniti.